Scelgo Conte!

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Agricoltura: da commissione UE appoggio a nostre richieste per potenziare la sovranità alimentare

La Commissione europea “incoraggia gli Stati membri” a utilizzare i piani strategici nazionali per “migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare”, e ricorda che il regolamento Ue “relativo all’organizzazione comune dei mercati stabilisce anche disposizioni intese a consentire agli agricoltori e ad altri attori della filiera alimentare di concludere liberamente accordi contrattuali reciprocamente vantaggiosi”. È quanto si legge nella risposta del commissario Ue all’Agricoltura,  Janusz Wojciechowski, a una interrogazione dell’eurodeputata della Lega, Rosanna Conte, in merito alla crisi che sta colpendo il comporto agricolo italiano ed europeo. “Nella mia interrogazione – spiega Conte – ho chiesto a Bruxelles di incoraggiare a investire sui contratti di filiera di lungo periodo tra agricoltori e industrie, per potenziare la produzione nazionale ed europea e ridurre la dipendenza dall’estero. La risposta della Commissione è dunque in linea con quanto da me sollecitato. Così come in linea con quanto la Lega chiede da tempo è il provvedimento con cui Bruxelles ha sospeso alcuni obblighi relativi ai pagamenti per l’inverdimento nel 2022 per mettere in produzione altri terreni agricoli. Si tratta di un primo passo in avanti, ma occorre fare di più. La crisi internazionale che stiamo vivendo richiede che l’Europa torni a investire nella produzione agricola e a ridurre la dipendenza dalle importazioni”, conclude Conte.

Riso, passo avanti per produttori italiani

Il riso viene incluso tra i prodotti che nel mercato Ue godranno di una salvaguardia automatica dalla concorrenza sleale di Paesi terzi. Dal Parlamento Europeo arriva un passo avanti importante per i nostri risicoltori, che rappresentano circa il 50% della produzione europea, e che in questi anni hanno subìto pesanti contraccolpi per via dei dazi agevolati concessi da Bruxelles alle importazioni asiatiche, dalla Cambogia al Myanmar. Noi della Lega abbiamo dato battaglia contro questa forma palese di concorrenza sleale, così come abbiamo sollevato da tempo i rischi dell’accordo commerciale con il Vietnam. Bene dunque la revisione del regolamento sul sistema di preferenze generalizzate (SPG), che consentirà di far attivare in modo automatico la reintroduzione dei normali dazi tariffari in caso di gravi difficoltà del mercato. Questo diminuirà la burocrazia e i relativi costi per i nostri produttori. Il riso è un’eccellenza del made in Italy che va tutelata, anche per il bene della sovranità alimentare europea. Continueremo a batterci perché i nostri produttori continuino a ricevere il giusto supporto, anche per quanto riguarda i pagamenti diretti della Pac.

Pesca: grande notizia il fondo di crisi

La Commissione europea ha deciso di attivare il meccanismo di crisi previsto dal Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, che consente agli Stati membri di concedere una compensazione finanziaria agli operatori per il mancato guadagno dovuto a perturbazioni del mercato, come quella che stiamo vivendo, nonché aiuti allo stoccaggio alle organizzazioni di produttori. Si tratta di una misura che avevo richiesto con una interrogazione alla Commissione, e dunque non posso che esprimere soddisfazione. La crisi energetica, aggravata dal conflitto in corso in Ucraina, sta avendo conseguenze pesantissime per un settore già indebolito da scelte sbagliate fatte a Bruxelles. I pescatori meritano delle risposte adeguate e immediate. L’attivazione del fondo di crisi è una di queste, ma non può restare l’unica. In Europa occorre cambiare paradigma, perché qui è in gioco un pezzo importante della vita economica e sociale delle nostre comunità costiere, oltre che del nostro approvvigionamento e della nostra sovranità alimentare

PESCA: SERVONO MISURE URGENTI E STRAORDINARIE CONTRO CARO CARBURANTE

Il grido di allarme giunto dalle marinerie di tutta Europa, non solo italiane, è inequivocabile. L’aumento dei prezzi dell’energia sta mettendo in ginocchio il settore della pesca e dell’acquacoltura, esacerbando una crisi che si trascina da tempo e che è stata acuita ancora di più dalla pandemia. L’Europa non può voltarsi dall’altra parte, ma deve agire immediatamente con misure urgenti e straordinarie. È quanto ho chiesto con una interrogazione prioritaria inviata alla Commissione Ue: occorre ricompensare i costi aggiuntivi causati dall’aumento del prezzo dell’energia e del carburante, e proteggere il settore dall’instabilità dei mercati. L’attuale situazione è emergenziale, e come tale va affrontata, prevedendo l’apposito uso del Feampa e l’adattamento degli orientamenti sugli aiuti di Stato per fornire ulteriore sostegno agli operatori ittici, così com’era stato fatto in occasione del COVID e della Brexit. Le conseguenze del conflitto in corso in Ucraina aggraveranno ancora la crisi. E i nostri pescatori hanno già affrontato sacrifici enormi, spesso dovuti a scelte sbagliate fatte in Europa. Qui è in gioco un pezzo importante della vita economica e sociale delle nostre comunità costiere, oltre che del nostro approvvigionamento e sovranità alimentare. I pescatori meritano delle risposte adeguate e immediate. Insieme ai colleghi eurodeputati della Lega in Commissione Pesca, abbiamo presentato parallelamente una seconda interrogazione sul tema, per aumentare la pressione su Bruxelles. Non ci sono più scuse, l’Ue e gli Stati Membri devono agire per tutelare pesca e acquacoltura in questo momento difficile”. Lo dice l’eurodeputata della Lega e capogruppo di Identità e Democrazia in Commissione Pesca al Parlamento europeo, Rosanna Conte. Da parte sua l’Assessore Regionale con delega alla pesca Cristiano Corazzari, nel condividere l’intervento dell’Onorevole Conte ed esprimendo solidarietà alle marinerie che si trovano ad affrontare questo “nuovo flagello” dovuto ai rincari, afferma che “il il caro gasolio che sta coinvolgendo anche il gasolio agevolato usato dai motopescherecci, sta influendo pesantemente sulle attività già duramente colpite dalla riduzione delle giornate di pesca e dalla crisi economica causata dal Covid, considerando che le spese per il carburante incidono fino a oltre 50 per cento sui costi che le aziende ittiche devono sostenere e spesso le imprese non riescono a coprire le voci di spesa con i ricavi. La situazione è davvero difficile ed è più che urgente scongiurare uno scenario drammatico.”

Bisogna rivedere PAC per promuovere la sovranità alimentare

La guerra in Ucraina sta generando un effetto domino globale, con effetti fortemente negativi sul comparto agroalimentare, ancora frenato dalla pandemia e già gravato dai vincoli del Green Deal, e con rincari dei prezzi già preoccupanti per imprese e famiglie. A tutto ciò, si aggiunge la crisi concomitante dell’autotrasporto, che può provocare danni incalcolabili per Paesi come l’Italia, dove l’85% delle merci viaggia su strada. Ecco perché l’Ue deve agire immediatamente. In una interrogazione che ho presentato alla Commissione europea, ho chiesto di ridurre la dipendenza dall’estero potenziando la sovranità alimentare a livello nazionale, anche diversificando le fonti di approvvigionamento, e togliendo i vincoli alle colture per colmare le insufficienze strutturali nel sistema di approvvigionamenti dell’Ue. La Pac va rivista in tal senso perché le condizioni in cui ci troviamo lo richiedono. Inoltre, bisogna incoraggiare a investire sui contratti di filiera di lungo periodo tra agricoltori e industrie. Infine, è fondamentale garantire la consegna dei prodotti alimentari per assicurare le forniture alla popolazione e soprattutto evitare speculazioni sui prezzi di prodotti come grano, riso, mais, soia, cereali e dei fertilizzanti.

Segnale concreto contro caro bollette

Di recente Salvini ha incontrato anche le realtà produttive del Nordest per affrontare il tema del caro energia che sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie. L’allarme iniziale, peraltro, era arrivato proprio dal Veneto, in particolare dal mondo delle vetrerie di Murano e ha poi interessato più in generale le nostre realtà produttive. Ora, finalmente, la battaglia sta dando i suoi frutti e qualcosa si muove. Grazie al buon lavoro della Lega, che si è mossa da subito per arginare l’emergenza, oggi c’è un segnale concreto per abbattere il costo delle bollette ed aiutare famiglie ed imprese. Questo è il primo grande passo del governo nella strada per abbattere il costo delle bollette”

Con riconoscimento Prosek UE metterebbe in discussione sistema protezione eccellenze

Dopo aver difeso con successo il settore del vino da pericolose e controproducenti demonizzazioni, in Europa adesso bisogna tutelare una delle eccellenze di questo comparto e del made in Italy, il Prosecco.

La Commissione europea dovrebbe decidere a breve se accogliere o meno la richiesta della Croazia di registrare il Prosek. Noi lo diciamo chiaramente: autorizzare forme di concorrenza sleale all’interno dello stesso mercato unico è inaccettabile. Lo è per le aziende e i lavoratori che danno vita a un prodotto come il Prosecco che è un patrimonio non solo veneto e italiano, ma europeo e mondiale, come ha sancito l’Unesco. Ed è inaccettabile anche per lo stesso sistema Ue di tutele delle denominazioni agroalimentari.

Ecco perché rinnovo l’appello alla Commissione affinché eviti di commettere un gravissimo autogol. Il mio appello è anche a tutte le forze politiche italiane affinché si faccia squadra per difendere un bene che appartiene a tutti

Abbiamo salvaguardato il vino da inutili crociate

Noi della Lega lo avevamo detto fin dal principio, e alla fine la relazione della commissione speciale per la lotta al cancro del Parlamento europeo è stata approvata senza inutili crociate, come quella anti-vino, ma concentrandosi sulle misure necessarie per rafforzare davvero l’azione dell’Europa nel contrasto e nella ricerca sui tumori. Combattere il cancro è una questione serissima e bisogna farlo con strumenti adatti. Non certo con un bollino nero per trovare un facile capro espiatorio. Mi riferisco chiaramente al vino: non fare alcuna distinzione tra consumo eccessivo e consumo moderato, come previsto dalla prima versione della relazione, avrebbe trasmesso un messaggio confuso e discriminatorio verso aziende e lavoratori di uno dei comparti più importanti del made in Italy e della nostra tradizione agroalimentare. Quello che abbiamo ottenuto è stato far trionfare il buon senso: bere un bicchiere di vino quando si va fuori a cena, o durante un aperitivo con gli amici, non fa male alla salute. Diverso il discorso sull’abuso di sostanze alcoliche, che abbiamo chiesto e ottenuto che sia contrastato con maggiori azioni di sensibilizzazione al consumo responsabile.

GRANDE VITTORIA PER I PESCATORI ONESTI

Un grande risultato per la nostra pesca, una vittoria storica che vanta un solo precedente. Ieri la plenaria del Parlamento europeo ci ha dato ragione e ha approvato la nostra proposta di obiezione all’atto delegato sull’inammissibilità al Feampa. La Commissione europea ha tentato di dare un altro schiaffo ai pescatori, ma con un’alzata di scudi li abbiamo fermati. Il rischio era pesante, soprattutto se combinato con il regolamento Controlli, attualmente in discussione. Se l’atto delegato fosse passato, si sarebbe finito per punire anche quei pescatori che commettono infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici, senza fare distinzione tra chi ha davvero fatto il furbetto e merita di essere punito, e i lavoratori onesti, i quali, anche per una infrazione involontaria, avrebbero rischiato di perdere i fondi Ue. Altro che principio di proporzionalità della sanzione. Sin dallo scorso settembre, quando il testo era solo una bozza, avevamo scritto chiaramente alla Commissione che il testo non fosse proporzionato, proponendo una alternativa dettagliata e più equilibrata, ma abbiamo trovato orecchie sorde. All’inizio la nostra voce era solitaria, ma non ci siamo dati per vinti e, quando il testo è arrivato sui tavoli del Parlamento, abbiamo denunciato con forza queste preoccupazioni. E alla fine, grazie al lavoro di squadra, siamo riusciti a coalizzare una maggioranza al Parlamento europeo che oggi a Strasburgo ha incassato una grande vittoria per i nostri pescatori. Noi non ci siamo mai arresi, nemmeno di fronte alle continue pressioni della Commissione europea: pressioni degne di una vera e propria lobby che continua a tentare di cancellare la pesca nel Mediterraneo, favorendo l’import dai Paesi extra-Ue. E ieri, siamo riusciti a difendere con successo quel patrimonio economico, culturale e sociale rappresentato dai nostri pescatori.

Difendiamo il made in Italy

Quella contro il cancro è una battaglia sacrosanta. Usarla per altri fini, come colpire il made in Italy, tra l’altro mistificando la realtà e ignorando le evidenze scientifiche, è una strumentalizzazione che noi della Lega riteniamo inaccettabile.

Purtroppo, è quello che si sta cercando di fare al Parlamento europeo con la relazione della commissione speciale sulla lotta contro il cancro (BECA) che si voterà oggi e domani, e che prende di mira prodotti centrali della Dieta mediterranea come il vino e la carne. Noi della Lega non lo permetteremo.

Stiamo lavorando da mesi per migliorare il testo che potrebbe rappresentare la base per future politiche Ue. Al di là dei dettagli tecnici, un concetto deve essere chiaro: la salute si tutela promuovendo il consumo responsabile di qualsiasi alimento, comprese le bevande alcoliche, facendo una chiara distinzione tra uso moderato e abuso, in linea con regimi alimentari corretti ed equilibrati.

La mera demonizzazione di eccellenze della nostra tradizione non aiuterà a combattere i tumori, ma creerà solo un forte danno alle nostre eccellenze. Questo discorso vale per la relazione BECA, così come per il Nutriscore e altre derive preoccupanti della strategia Farm to Fork. La Lega è impegnata a 360 gradi da sempre per fermare queste eurofollie.

Auspico unità da parte di tutte le forze politiche italiane in nome della vera difesa del made in Italy.