Scelgo Conte!

Blog

Peste suina: ho presentato un’interrogazione alla Commissione

L’epidemia di peste suina africana è un’emergenza europea e come tale va affrontata. Ecco perché ho inviato una interrogazione alla Commissione Ue affinché chiarisca quali azioni intende intraprendere per fermare i contagi e tutelare imprese e lavoratori colpiti, come quelli del Nord Italia. Serve inoltre mettere in rete le buoni prassi sperimentate finora in Europa, e attivarsi per rispondere ai divieti imposti da alcuni Paesi terzi nei confronti degli acquisti di carni e prodotti suini provenienti dall’intero territorio italiano. Parliamo di un settore importantissimo non solo per l’economia, ma anche per la nostra salute e la nostra sovranità alimentare.

CONTRO IL CARO GAS CHE HA COLPITO LE VETRERIE DI MURANO SERVE FARE DI PIÙ

L’attenuazione dell’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia può essere affrontata nel medio termine con il “Fondo sociale europeo per il clima, dotato di 72 miliardi di euro”, che contribuirà “ad affrontare le cause profonde” del caro bollette anche per le piccole e medie imprese. È quanto scrive la Commissione europea rispondendo ad una mia interrogazione presentata sulla crisi delle vetrerie di Murano.

L’aumento spaventoso del prezzo del gas metano e di altre fonti energetiche che abbiamo visto in questi mesi sta colpendo, tra gli altri, anche le vetrerie di Murano, un patrimonio di tutto il mondo, come certificato dall’Unesco. Ecco perché ho chiesto alla Commissione di intervenire. Nella sua risposta, la commissaria all’Energia Kadri Simson concorda con la mia richiesta e invita l’Italia ad adottare una serie di misure, come il sostegno diretto. Cosa che per fortuna il governo, grazie all’impegno della Lega, ha già fatto, prevedendo 3 milioni di euro per aiutare i nostri maestri vetrai. Il problema, però, non finisce certo qui. Perché i rincari dei prezzi cui stiamo assistendo in questi mesi potrebbero diventare una costante del prossimo futuro in Italia come nel resto d’Europa, a causa anche di una transizione energetica troppo accelerata e poco attenta alle esigenze di famiglie e imprese. Bruxelles cita a tal proposito il Fondo sociale europeo per il clima come una sorta di cura per tutti i mali. Ma serve fare di più. Da un lato, serve garantire che tali risorse vadano a chi ne abbia realmente bisogno, come i settori più esporti alla crisi energetica. Dall’altro, occorre chiarire una volta per tutte che l’Europa non può fare a meno di fonti come il gas naturale. Mi auguro che la proposta della Commissione sulla tassonomia, che va nella giusta direzione, non venga affossata.

Insieme per difendere le nostre spiagge

Una due giorni intensa di incontri a Bruxelles per fare squadra e ribadire all’Europa che le spiagge italiane e venete non sono in svendita. È quella che si è conclusa ieri con una riunione tecnica al Parlamento europeo organizzata dall’eurodeputata della Lega, Rosanna Conte, e che ha visto la partecipazione di una folta delegazione di operatori e rappresentanti del settore balneare del Veneto. Presenti all’incontro, tra gli altri, Alessandro Berton e Riccardo Rothmuller (rispettivamente presidente e vicepresidente di UnionMare Veneto), Renato Martin (presidente di FederConsorzi Jesolo), Marco Catto (presidente del Consorzio Promozione turistica Caorle) e gli assessori del Comune di Caorle Giampietro Berardo (Demanio) e Mattia Munerotto (Turismo).

“Questa due giorni è stata estremamente importante perché abbiamo fatto il punto sulle sfide che sta affrontando e dovrà affrontare il settore – dice Conte – Fra tutte, la questione delle concessioni. Sappiamo tutti come è andata: le pressioni della Commissione europea alla fine hanno avuto la meglio. Ma se qualcuno a Bruxelles pensa che le nostre spiagge, come quella della costa adriatica, siano pronte a essere svendute alle grandi aziende di altri Stati europei, sbaglia di grosso. La battaglia, che la Lega ha sempre condotto in prima linea per fermare la Bolkestein, adesso si sposta sui bandi: bisogna fare in modo che venga premiata l’expertise di chi in questi anni ha investito e maturato esperienza e competenza, dando un contributo fondamentale allo sviluppo turistico del territorio. In questo, mi conforta il lavoro che sta facendo la Regione Veneto. Noi qui, in stretto contatto con imprese e amministrazioni locali, faremo di tutto per bloccare sul nascere eventuali ingerenze di Bruxelles”, conclude.

“Le spiagge della Regione del Veneto rappresentano una componente fondamentale non solo del primato turistico della nostra Regione, ma anche e sopratutto dell’economia del nostro territorio”, dice Alessandro Berton, presidente di UnionMare Veneto, a Bruxelles anche in rappresentanza della rete Venice Sands, di cui è coordinatore e che si occupa della promozione della costa in sinergia con l’assessorato al Rurismo della Regione Veneto. “Il turismo – prosegue – è la prima industria del Veneto e per questo va salvaguardata anche attraverso delle azioni di lobby come questa che sono mirare sopratutto a preservarne le ricadute occupazionali. L’interlocuzione con l’Europa è fondamentale, ancor di più in un delicato periodo storico come quello che stiamo vivendo e per questo è importante avere un referente politico autorevole ed affidabile”, conclude.

“Solo con il lavoro di squadra possiamo superare la crisi che stiamo vivendo e che sta avendo forti ripercussioni su imprese e occupazione – dice Marco Catto, presidente del Consorzio Promozione turistica Caorle – Bene dunque questa sinergia che parte dal locale, tra tutti gli attori del territorio, e arriva fino qui a Bruxelles, dove abbiamo la fortuna di avere un rappresentante diretto, l’onorevole Conte, con cui possiamo avere una interlocuzione costante e costruttiva, e portare avanti le esigenze de nostro territorio”, conclude.

Via libera a Strasburgo alla nuova PAC

Con il voto della plenaria del Parlamento europeo, la riforma della Pac è realtà. Io e i colleghi della Lega al Parlamento europeo l’abbiamo sostenuta, nonostante i dubbi su come gli ecoschemi richiesti da Bruxelles incideranno concretamente sulla produzione delle nostre imprese. Dovremo fare di più, con meno risorse rispetto al passato. Una sfida che riguarda anche l’innovazione del settore primario, e che, sono sicura, gli agricoltori veneti sono già pronti ad affrontare. La palla, adesso, passa al governo, che dovrà tradurre i regolamenti europei della Pac nel Piano strategico nazionale. Mi auguro che in questa fase vi sia il massimo coinvolgimento delle Regioni e degli agricoltori. Bisogna evitare che le nuove norme penalizzino comparti strategici del made in Italy e della Dieta mediterranea, come già denunciato, per esempio, dai risicoltori. Bisogna al contrario valorizzare la competitività delle nostre aziende e circoscrivere i tanti obblighi e il carico amministrativo che la riforma inevitabilmente comporta.

Tagli inaccettabili per i risicoltori italiani

La nuova Pac potrebbe comportare un taglio ai pagamenti diretti per i risicoltori italiani tra il 50% e il 78%, secondo quanto denunciato al ‘Tavolo Riso’, convocato dal sottosegretario Centinaio al ministero delle Politiche agricole. Si tratta di una forte decurtazione, causata dai nuovi parametri di sostenibilità, e che rischia di mettere in ginocchio un comparto fondamentale del made in Italy.  Ricordo che l’Italia è il primo produttore europeo di riso e le sue imprese hanno fatto passi da gigante sul fronte della transizione ecologica. Il tutto nel contesto di un mercato europeo in cui i risicoltori italiani pagano un altissimo prezzo da parte della concorrenza di Paesi terzi a causa degli accordi commerciali di Bruxelles. L’Ue non può da un lato aprire la porta al riso estero prodotto con standard ambientali e lavorativi notevolmente inferiori a quelli europei, e dall’altro imporre alle nostre aziende un taglio sui pagamenti sulla scorta di parametri di sostenibilità più stringenti. Il combinato disposto di questa situazione non è solo una palese forma di concorrenza sleale, ma anche un controsenso in termini ambientali: si premiano le produzioni più inquinanti dei Paesi terzi a scapito di quelle più sostenibili dei nostri risicoltori. Tutto ciò è inaccettabile. Il governo lavori a una soluzione per limitare tagli e danni al comparto.

Decisione Consiglio di Stato cede ai diktat Ue, nostra battaglia al fianco di imprese e lavoratori italiani continua

Tanto tuonò che piovve: le pressioni della Commissione europea per colpire con la Bolkestein un comparto fondamentale per la nostra economia hanno sortito effetto. La decisione del Consiglio di Stato che fissa al 2023 la proroga delle concessioni balneari è assurda e incomprensibile. I burocrati di Bruxelles e i loro complici in Italia si rassegnino: la Lega continuerà a difendere un comparto strategico per il turismo italiano, che non necessita dell’apertura selvaggia a una presunta ‘concorrenza’ che, nei fatti e in termini concreti, è sempre esistita nel Paese. Il rischio che oggi potrebbe diventare realtà è l’annientamento di un tessuto di Pmi che da oltre sessant’anni fa parte della storia e della tradizione italiana. È forse un modo questo per preparare la svendita delle nostre spiagge, come quella della mia Caorle, alla mercé delle grandi aziende di altri Stati europei? I balneari italiani hanno bisogno di risposte chiare, non di ulteriori incertezze. L’impegno della Lega, in Europa come in Italia, resta immutato: andiamo avanti a testa alta, a difesa delle imprese italiane

Bruxelles esenti il settore pesca da nuove tasse sui carburanti e valuti impatto dei rincari energia

La Commissione europea esenti la pesca dalla proposta rifusione della direttiva Ue sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità (ETD). E’ quanto ho chiesto in una interrogazione presentata a Bruxelles insieme ad altri colleghi della Lega e in qualità di capogruppo di Identità e democrazia in commissione Pesca al Parlamento europeo. Questa proposta avrebbe ripercussioni fortissime sui nostri pescatori, in particolare sulla nostra piccola pesca costiera. Il settore, insieme ad altri, ha beneficiato finora di regimi esentasse sul prezzo dei carburanti. E sarebbe paradossale eliminare questa forma di beneficio a fronte di una crisi come quella che stiamo vivendo, e in un momento in cui i prezzi dell’energia crescono, e sono destinati a crescere ancora, a livelli preoccupanti.

Ecco perché nell’interrogazione, ho chiesto anche che Bruxelles produca uno studio di impatto specifico per il settore pesca in previsione di ETD e del rincaro dei prezzi. In commissione Pesca, abbiamo anche chiesto e ottenuto di avere al più presto un confronto a porte aperte con la Commissione europea, per poter discutere delle istanze, dei timori e delle proposte dei nostri pescatori, che attendono risposte chiare e concrete. Non possiamo permettere un nuovo colpo al nostro comparto. Dalla pesca dipendono le nostre comunità costiere e la nostra sana alimentazione. Abbiamo già alzato barricate in Europa sui vari dossier, dal Feampa al regolamento Controlli, passando per i regimi di fermo. Ne alzeremo un’altra adesso se dall’Ue arriveranno nuove tasse per i nostri pescatori. 

Parlamento UE apre al Nutriscore, grave colpo al made in Italy

AGRICOLTURA, CONTE (LEGA): PARLAMENTO UE APRE AL NUTRISCORE, GRAVE COLPO A MADE IN ITALY
“Grazie anche ai voti del Pd e del M5s, il Parlamento europeo ha approvato la relazione sulla Farm to fork. Tra le varie raccomandazioni, nella strategia si introduce l’obbligo dell’etichetta Nutriscore in tutta l’UE. Si tratta di un’etichetta che, nei Paesi in cui è già stata attuata sotto la pressione di lobby e multinazionali, sta provocando gravi colpi ai prodotti chiave del made in Italy, e che è anche pericolosa sotto il profilo della salute. Perché abbuffarsi di polpette vegane non è certo meglio, da un punto di vista nutrizionale, di consumare un piatto di spaghetti con pomodoro, olio evo e parmigiano. Ma non è solo il Nutriscore a preoccupare: la strategia, infatti, prevede tutta una serie di target obbligatori che, come rivelato da uno studio della stessa Commissione europea, ma che Bruxelles ha tenuto nel cassetto, rischiano di mettere a repentaglio la produzione agricola europea, la nostra sovranità alimentare e il reddito degli agricoltori. Al contrario, si apre la porta ai prodotti da Paesi terzi, dove gli standard ambientali e di sicurezza alimentare sono nettamente più bassi, al cibo a base di insetti e alla finta carne in laboratorio. Ecco perché io e la Lega abbiamo votato contro questo testo e continueremo a dare battaglia in tutte le sedi per fermare questo attentato alle nostre eccellenze e alla nostra Dieta mediterranea, che, ricordo, è la più salutare e sostenibile al mondo”. Lo dice l’eurodeputata della Lega, Rosanna Conte.

Pescatori rischiano di perdere fondi UE, no a proposta di Bruxelles sulle sanzioni

Ho appreso da fonti europee che la Commissione Ue ha elaborato una bozza di atto delegato al Feampa che renderebbe inammissibili ai finanziamenti di questo fondo anche quei pescatori che commettono delle infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici. Bruxelles ha elaborato un sistema a punti che non entra nel merito dell’infrazione commessa, ma che si limita a imporre un meccanismo matematico ottuso che non fa distinzione tra chi ha fatto il furbetto e coloro che invece hanno commesso uno sbaglio involontario, ossia la stragrande maggioranza dei pescatori.

Ecco perché ho già chiesto alla Commissione di rivedere la bozza già prima che essa venga presentata al Parlamento. Non è accettabile che non vi sia alcuna proporzionalità nelle sanzioni, un principio che abbiamo affermato con forza proprio nel regolamento sul Feampa. Se Bruxelles non cambierà idea, siamo pronti a dare battaglia al Parlamento Ue, così come noi della Lega abbiamo sempre fatto.

E mi auguro che stavolta anche i colleghi di altri schieramenti facciano lo stesso. I nostri pescatori, ricordo, fanno di tutto per rispettare le regole e l’Italia è il Paese che fa più controlli in Europa. Vigilare è giusto, ma punire indiscriminatamente un intero settore vuol dire affossarlo.

La battaglia contro il Prosek è in salita

La battaglia per fermare la richiesta avanzata dalla Croazia alla Commissione europea per il riconoscimento del Prosek è purtroppo in salita. L’iscrizione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue della domanda di Zagabria non è un mero atto formale, come sembra voler dire il ministro Patuanelli nella sua informativa di oggi al Senato. Il ministro dovrebbe sapere che tale passaggio è stato possibile perché Bruxelles ha già dato un primo via libera al Prosek, ritenendo la richiesta della Croazia in linea con i suoi criteri di ammissibilità all’elenco delle produzioni protette. Ce lo ha spiegato chiaramente la stessa Commissione rispondendo a una interrogazione che ho presentato insieme ad altri colleghi del Parlamento.

Ecco perché il ministro, come diciamo da mesi, deve attivarsi immediatamente in tutte le sedi per far cambiare idea a Bruxelles. Questa battaglia non è solo per un nome, ma per proteggere imprese e lavoratori di un marchio, quello del Prosecco, che rappresenta il nostro Paese e le cui colline sono un patrimonio dell’umanità Unesco. La Lega è pronta a fare le barricate, a Roma, a Bruxelles e in tutte le sedi per far cambiare idea alla Commissione europea. L’Italia faccia altrettanto, parlando a una sola voce per non farsi scippare le sue eccellenze.