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COVID-19: turismo italiano in ginocchio, servono fondi e misure ad hoc

L’emergenza legata alla diffusione dell’influenza da Coronavirus sta causando un danno economico considerevole all’industria del turismo italiano. Solo il Veneto, che ha nel turismo la sua prima industria con oltre 70 milioni di presenze e 18 miliardi di fatturato, registra una contrazione della spesa turistica pari a circa 955 milioni di euro. La Lega ha già consegnato al governo italiano un piano d’emergenza contenente proposte concrete che mi auguro venga attuato. Ma anche l’Ue, alla luce delle sue competenze che sono quelle di sostenere, coordinare e completare l’azione degli Stati membri nella promozione di attività turistiche, deve dare il suo contributo e fare la sua parte. Ciò tanto nell’immediato, con misure eccezionali di supporto, quanto nel lungo termine, prevedendo un fondo ad hoc per il turismo che a oggi manca.

Quanto sta accadendo con il coronavirus dimostra quanto il turismo, per sua natura, sia un settore economico vulnerabile e fragile che necessita di agevolazioni fiscali specifiche. Penso, ad esempio, anche se potrebbe sembrare una proposta provocatoria, alla possibilità di individuare della possibili forme di detrazione fiscale rispetto a chi usufruisce delle vacanze in Italia, ma ciò compete naturalmente alle scelte da farsi nel nostro paese.

In Europa, invece, emerge chiaramente che non si agisce in modo sostanziale e concreto, al di là che le competenze principali nel settore spettino agli Stati membri. I fondi destinati sono davvero irrisori, soprattutto se confrontati rispetto a quelli destinati ad altri settori, e non vi è una politica realmente coordinata ed efficace che permetta di valorizzare quella che è una delle principali risorse dell’economia europea.

Il turismo potrebbe rappresentare di per sé il volano del nostro sviluppo e della nostra economia se ci fosse maggiore attenzione anche da parte dell’UE, tuttavia viene relegato ad essere uno degli aspetti accessori e di contorno dell’intero sistema produttivo.

Da parte mia ho recepito il grido di allarme proveniente dagli operatori del settore, tanto più che sono stata eletta in una circoscrizione in cui il turismo è fondamentale e mi farò assolutamente portavoce nelle istituzioni europee affinchè l’UE promuova e sostenga questo comparto incoraggiando la creazione di interventi specifici e propizi allo sviluppo delle imprese, favorendo altresì la cooperazione tra Stati membri, attuando politiche di supporto economico e di sburocratizzazione degli oneri amministrativi che rappresentano anche il turismo un vero e proprio insopportabile fardello.