Scelgo Conte!

Categoria: Comunicato Stampa

I 5 stelle vogliono affossare gli agricoltori colpiti dalla cimice asiatica

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Non so se i colleghi del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo conoscano bene quanto sta succedendo agli agricoltori italiani colpiti dalla cimice asiatica. Mi auguro di no, perché altrimenti ci troveremmo di fronte a un palese tentativo di affossare un pezzo importante dell’economia italiana. In una nota, infatti, il M5S si oppone apertamente alla deroga, richiesta dal settore, all’uso del fitofarmaco chlorpyrifos-methyl, messo di recente al bando dall’Ue.

Questo fitofarmaco, infatti, è l’unico strumento a oggi in mano agli agricoltori per far fronte all’invasione della cimice asiatica, che sta provocando danni, soprattutto al comparto ortofrutticolo, pari a 500 milioni di euro.

Visto l’approssimarsi della stagione ortofrutticola, una proroga all’uso del chlorpyrifos-methyl sarebbe una misura sacrosanta. Alternative valide non ce ne sono ancora: il rilascio in natura di organismi alloctoni, tra cui la vespa samurai, potrebbe essere un rimedio, ma ancora non ci sono certezze scientifiche sulla loro efficacia. Tanto più che il governo, di cui il M5S fa parte, non ha ancora emesso il decreto che dovrebbe fissare le condizioni per il rilascio della vespa samurai, decreto sollecitato dagli assessori regionali all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan e del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier.

I 5 Stelle, invece di affossare l’agricoltura italiana, si attivino con il loro ministro per dare risposte immediate al comparto.

Per danni maltempo i fondi EU ci sono, il governo deve agire

Il maltempo di queste settimane ha provocato danni per 60 milioni di euro alle marinerie italiane, tra mancati guadagni e problemi alle strutture della pesca e dell’acquacoltura. La Commissione europea, rispondendo a una mia interrogazione, sostiene che le risorse Ue per indennizzare i pescatori colpiti ci sono e che spetta all’Italia attivarsi in tal senso. Mi rivolgo dunque al nostro governo affinché non perda ulteriore tempo e agisca subito per far fronte a una situazione che rischia di mettere ancora più in ginocchio un comparto già in crisi. Anche per colpa della stessa Ue

La conta dei danni potrebbe aumentare se si considerano le giornate di pesca perse (1 peschereccio su 3 è dovuto rimanere in porto), i porti insabbiati e i danni agli scafi delle imbarcazioni – continua – A soffrirne è principalmente la piccola pesca, soprattutto nel litorale nord-adriatico, in cui è stata pesantemente danneggiata anche l’attività della pesca alle vongole. Il Feamp, come ricorda la Commissione, può contribuire ai fondi di mutualizzazione per il pagamento di compensazioni finanziarie ai pescatori in caso di perdite economiche causate da condizioni climatiche avverse. Può inoltre contribuire a un’assicurazione degli stock acquicoli che copra le perdite dovute a calamità naturali o eventi climatici avversi. Gli strumenti ci sono, ma, dice Bruxelles, spetta all’autorità italiana di gestione del Feamp e ai suoi organismi intermedi selezionare e sostenere le operazioni previste da tale programma operativo. Roma batta un colpo, in altre parole.

Pesca: con le nuove regole UE a rischio il 40% della produzione Ittica Nazionale

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Le misure imposte dall’Unione europea sui limiti a catture e giornate di pesca nel mar Adriatico e nel Mediterraneo occidentale, come il taglio del 10% delle giornate in mare dei pescatori a strascico a partire dal primo gennaio 2020, rischia di ridurre del 40% la produzione ittica nazionale. In questo modo, apriamo defintivamente la porta all’invasione di pesce extra-Ue, catturato in condizioni spesso di sovrasfruttamento e con mezzi altamente inquinamenti.

Altro che lotta per l’ambiente.

È ora di dire basta a una politica europea che dipinge e tratta i nostri pescatori come il male assoluto, chiudendo più di un occhio su quanto c’è dietro il pesce che importiamo, anche da altre zone dello stesso Mediterraneo. Purtroppo, le regole per il 2020 non si potranno cambiare in corsa, ma occorre lavorare in sede Ue e sui tavoli internazionali per fare in modo che gli scambi commerciali nel settore ittico siano improntati al rispetto di standard comuni. E occorre fin da subito che la Commissione introduca sostegni adeguati al reddito dei nostri pescatori.

Con ok della UE a deroga vongole salvato comparto da 140mln

Mancava solo l’ultimo atto ed è finalmente arrivato: con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, la Commissione europea ha dato il via libera definitivo alla deroga per il 2020 per la pesca delle vongole in Italia, che consentirà alle nostre marinerie di catturare gli esemplari a partire da una taglia minima di 22 millimetri, contro i 25 imposti nel resto d’Europa. Si tratta di una vittoria frutto anche del grande lavoro che, a nome della Lega e del gruppo Identità e democrazia al Parlamento europeo, ho condotto a Bruxelles negli scorsi mesi, dinanzi alle resistenze delle lobby spagnole, nostri principali concorrenti sul mercato Ue. La loro opposizione, che ha trovato l’appoggio soprattutto del gruppo socialista di cui fa parte il Pd, ha rischiato di compromettere i grandi risultati ottenuti dai nostri pescatori, i quali, dati scientifici alla mano, hanno dimostrato come la pesca delle vongole nei nostri mari sia pienamente sostenibile sotto il profilo ambientale. Alla fine abbiamo vinto noi e soprattutto un comparto che vale, con tutto l’indotto, ben 140 milioni di euro all’anno.

L‘ufficialità dell’Ue è arrivata, come avevo denunciato nelle scorse settimane, con qualche giorno di ritardo rispetto alla ripresa delle attività. Per fortuna, anche per via delle nostre pressioni, il ministero aveva emesso un decreto che ha consentito ai nostri pescatori di continuare le pesca delle vongole al di sopra dei 22 millimetri nell’attesa della conclusione dell’iter burocratico. Adesso, occorre lavorare perché questa deroga non diventi ogni anno motivo di negoziazioni e lungaggini burocratiche, con conseguenti incertezze per il comparto.

20/12/19 Comunicato Stampa: deroga vongole, adesso il via libera è ufficiale

Adesso è ufficiale: i nostri pescatori potranno continuare a catturare le vongole fino a 22 millimetri di taglia, in deroga al limite Ue di 25 millimetri.

Sono infatti scaduti i termini entro cui il Parlamento europeo poteva opporsi a questa deroga. Se non ci sono stati ostacoli a Bruxelles, il merito è anche del lavoro che noi della Lega abbiamo avviato fin dal primo giorno, in particolare in commissione Pesca, dove sono coordinatrice per il nostro gruppo politico europeo, Identità e democrazia. Un lavoro di squadra, che è proseguito anche in Italia, dove grazie alle pressioni mie e della Lega si è evitata una beffa che avrebbe danneggiato non poco i nostri pescatori: i tempi burocratici, infatti, avrebbero comportato un ritardo nell’attuazione della nuova deroga.

In sostanza, il rischio era di fermare la pesca delle vongole per diversi giorni. Per fortuna, in seguito al nostro appello, il ministero ha pubblicato un decreto che ha evitato questo vuoto normativo: dal 1 gennaio 2020 le attività dei nostri pescatori di vongole potranno proseguire senza intoppi. Sono fiera di essere riuscita, in questi primi mesi da eurodeputata, a ottenere una vittoria concreta e importante per la pesca italiana.

Ma questa è solo la prima di una serie di battaglie che abbiamo già intrapreso. Nel nome della difesa e della promozione dei nostri pescatori. E contro le assurde regole e limitazioni che ancora l’Europa ci impone.

11/12/2019 Comunicato Stampa: Europa si piega alla Turchia, Von Der Leyen come Juncker

Bruxelles si piega completamente a Erdogan. La Turchia ha invaso la Siria infischiandosene di Europa e Nato, per mesi ha minacciato di aprire le porte dei migranti verso l’Ue, cosa che tra l’altro continua a fare, come dimostra la situazione in Grecia, in più ha violato le acque territoriali europee cominciando a estrarre il gas a largo di Cipro, affidato, tra gli altri, anche all’italiana Eni. E l’Ue che fa? Decide di sbloccare per intero i 6 miliardi promessi nel 2016 alla Turchia sotto la pressione della Germania per la cooperazione nella gestione dei rifugiati.

Prendiamo atto che per il nuovo Alto rappresentante per la politica estera Ue, Borrell, non sono in discussione eventuali sanzioni per il furto del nostro gas; tutto questo, mentre teniamo aperte le nostre porte all’invasione di acciaio, pesce, nocciole e altri prodotti dalla Turchia. Spiace riscontrare che la Commissione von der Leyen dimostra di essere in totale continuità con lo scellerato esecutivo Juncker. A pagare il prezzo di questa politica di subordinazione ad Ankara saranno le imprese e i cittadini italiani.