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Categoria: Comunicato Stampa

Il certificato verde digitale è una buona idea se fa ripartire turismo, ma chiarezza su test e vaccini

La proposta della Commissione Ue per l’istituzione dei certificati verdi digitali è una buona base di partenza, ma occorre che questo tipo di misura faccia ripartire il turismo in sicurezza e garantisca il diritto di tutti gli europei alla libera circolazione. Ecco perché occorre fare maggiore chiarezza su test e vaccini. Gli stessi esperti Ue dell’Ecdc, per esempio, hanno sottolineato che la vaccinazione non è garanzia di assoluta mancanza di rischio nella trasmissione del virus. Ecco perché io credo che i tamponi siano la chiave di volta per rilanciare i viaggi in estate. E proprio per questo debbano essere agevoli e gratuiti.

Approvato regolamento controlli, il Grande Fratello per i pescherecci

Prendiamo atto che l’Ue, purtroppo con la complicità di Pd, M5s e Iv, conferma di non tutelare i pescatori: il nuovo Regolamento Controlli rappresenta l’ennesima occasione mancata da Bruxelles. Era un’opportunità per semplificare l’intricata normativa europea sulla pesca, rendendola più equa e di buon senso. La Lega ha tutelato i pescatori dicendo un forte e chiaro no alle telecamere a bordo e proponendo anche misure salvagente per scongiurare il peggio: il voto del Parlamento europeo va nella direzione purtroppo opposta, dando una sferzata finale alla revisione del Regolamento che non andrà ad aiutare un settore già fortemente colpito dalla crisi.

Si verrà infatti a creare un vero e proprio ‘grande fratello‘ a causa dell’installazione obbligatoria delle telecamere CCTV per le imbarcazioni sopra i 12 metri identificate come ad alto rischio di inosservanza dell’obbligo di sbarco. Norme più severe anche per il giornale di pesca elettronico e il Vessel Monitoring System; e invece di rendere più proporzionate le sanzioni amministrative, si prevede un inasprimento, con sanzioni penali. Il testo, quindi, peggiora quanto prodotto dalla commissione Pesca, dove siamo almeno riusciti a inserire maggiore flessibilità sul margine di tolleranza per le stime di peso e a migliorare la tracciabilità dei prodotti ittici, a tutela dei consumatori. Al rammarico per l’approvazione del nuovo regolamento, anche la delusione per l’esclusione di tutti gli emendamenti proposti dalla Lega, a sostegno degli interessi dei pescatori italiani. Un’occasione gettata al vento: l’auspicio ora è che, in sede di negoziato, l’Italia si opponga in Consiglio e dica no a provvedimenti che, anziché aiutare i nostri pescatori, li penalizza.

Corte conferma grave errore di Bruxelles, ora l’Ue risarcisca i risparmiatori delle Popolari venete

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato quanto già stabilito da una precedenza sentenza: la Commissione Ue ha commesso una grave errore quando, nel 2015, bloccò il salvataggio della banca italiana Tercas da parte del Fidt poiché bollato come una violazione delle regole del mercato interno. Da quella decisione errata scaturì il provvedimento politico dell’allora esecutivo italiano che, nel 2015, optò per il bail-in anticipato di quattro banche, tra cui le due popolari venete e Banca etruria.

In altre parole, lo stop a Tercas fu la base giuridica del famigerato Salvabanche, che ebbe, come è noto, conseguenze devastanti per i risparmiatori e per gli istituti di credito. Ecco perché mi unisco all’iniziativa della Lega al Parlamento europeo nel chiedere alla Commissione di risarcire quanti sono stati danneggiati dal provvedimento oggi dichiarato illegittimo.

Inoltre, vogliamo chiarite le responsabilità ascrivibili ai membri della precedente Commissione. Ho ancora negli occhi l’immagine di Luigino, il pensionato che si suicidò dopo aver perso i risparmi di una vita a causa del Salvabanche. Siano fatte verità e giustizia anche in suo nome.

Nuovo fondo UE per la pesca: ecco cosa cambia

In commissione Pesca al Parlamento europeo, dove svolgo il ruolo di coordinatrice per Identità e democrazia, ieri è stato dato il via libera al regolamento del FEAMPA, il nuovo fondo Ue per la pesca, in merito al quale sono stata “relatrice ombra” per conto del gruppo. 

Si tratta di un testo complessivamente bilanciato tra quelle che sono le istanze ambientali, fortemente difese dalla Commissione e parte del Parlamento, e quelle sociali ed economiche portate avanti da noi del gruppo della Lega in particolare. Purtroppo non mancano alcune ombre, soprattutto per la presenza di tecnicismi e rigidità che rischiano di complicarne l’applicazione da parte degli Stati membri. 

Tra gli elementi che abbiamo più contestato ci sono la riduzione del budget complessivo che da 829 milioni a 727 milioni e il fatto sia stata prevista la possibilità di aiuti aggiuntivi in caso di crisi sanitaria (ossia al di là del budget complessivo stanziato).

Vi confesso che è stato un lavoro lungo e particolarmente complesso. Come relatrice per il gruppo ID ho partecipato a tutti i tavoli negoziali e con il mio staff abbiamo preparato più di 90 incontri tecnici per poter arrivare ad un risultato sostanzialmente buono.

Per quanto mi riguarda sono comunque soddisfatta dei compromessi raggiunti e degli emendamenti che la Lega ha sostenuto e fatto approvare a sostegno delle specificità della nostra pesca.

Ecco in dettaglio i punti principali di questo regolamento.

– Arresto temporaneo e definitivo: i pescatori possono ricevere compensazioni per l’arresto temporaneo o per la demolizione o il disarmo di una nave. Siamo riusciti a mantenere il cofinanziamento per l’arresto definitivo al 50%, tutelando al contempo le peculiarità della piccola pesca artigianale italiana. Inoltre, abbiamo ottenuto una estensione del periodo di supporto in caso di arresto temporaneo, che potrà essere concesso a nave o singolo pescatore fino a un massimo di 12 mesi, contro i 6 attuali.

Investimenti che portano al potenziamento della capacità: il futuro FEAMPA sosterrà gli investimenti per i pescherecci fino a 24 metri e di età superiore a 10 anni anche se questo porterà a un aumento della stazza lorda ai fini della sicurezza, delle condizioni di lavoro e dell’efficienza energetica. Questo è un emendamento su cui abbiamo particolarmente insistito in fase di negoziato e che permetterà alle nostre imbarcazioni di essere rinnovate a condizione che non sia aumentata la capacità di pesca della singola imbarcazione. Nel caso in cui ci fosse un aumento della capacità di pesca questa deve essere compensata con il ritiro della stessa capacità di un peschereccio appartenente allo stesso segmento di pesca o di un segmento in cui lo stock è in sofferenza

 

– Primo acquisto di pescherecci: i giovani pescatori (ovvero i pescatori al di sotto del 41esimo anno di età. Limite molto difeso da noi in fase negoziale) possono acquistare piccoli pescherecci di tre anni o pescherecci di cinque anni fino a 24 metri. Purtroppo il supporto del FEAMPA sarà solo del 40%

Ammissibilità delle domande: solo gli operatori che hanno commesso gravi infrazioni non potranno presentare domanda 

Promozione del dialogo sociale: grazie a un nostro emendamento, il regolamento prevede un chiaro riferimento alla promozione del dialogo sociale

Strumenti assicurativi e finanziari ad hoc: come ho ribadito in diversi miei interventi e atti al Parlamento europeo, tra cui il mio report legislativo “Le conseguenze dell’aumento della temperatura delle acque marine per gli stock ittici e per la pesca”, i pescatori sono esposti a rischi economici e ambientali crescenti. Ecco perché il FEAMPA, grazie proprio a un emendamento FORTEMENTE SOSTENUTO DA ME e dalla Lega, sosterrà azioni che rafforzano la resilienza del settore della pesca, anche attraverso fondi di mutualizzazione, strumenti assicurativi o altri sistemi collettivi che rafforzino la capacità del settore di gestire i rischi e rispondere agli eventi avversi. Tale supporto potrà essere erogato anche per i singoli pescatori, non necessariamente associati. Inoltre, abbiamo ottenuto un supporto ad hoc per i pescatori in caso di eventi che portano a perturbazione dei mercati

– Supporto e semplificazione per piccola pesca artigianale: il futuro FEAMPA attribuisce particolare importanza alle esigenze dei piccoli operatori e delle PMI. Molti articoli sono infatti stati riservati unicamente alla piccola pesca artigianale. Nell’effettuare l’analisi della situazione in termini di punti di forza, debolezza, opportunità e minacce del settore della pesca (SWOT analysis), gli Stati membri dovranno tenere conto delle esigenze specifiche della pesca artigianale e attuare azioni mirate a tali esigenze, comprese misure di semplificazione, come i moduli di domanda semplificati            

Supporto per marine litter: investimenti in porti o altre infrastrutture per fornire adeguate strutture di raccolta per attrezzi da pesca smarriti e rifiuti marini raccolti dal mare  

Supporto all’acquacoltura: le PMI riceveranno un aumento del tasso di intensità degli aiuti e il sostegno avverrà tramite sovvenzioni o strumenti finanziari. Le sovvenzioni dirette verrebbero concesse alle PMI nel settore della trasformazione, mentre le società più grandi sarebbero sostenute tramite strumenti finanziari

Supporto per l’immagazzinamento: saranno concessi in caso di eventi eccezionali che generino una significativa perturbazione dei mercati. Inoltre, in tali casi, gli operatori del settore della pesca e dell’acquacoltura saranno compensati per il mancato guadagno o per i costi aggiuntivi. Ciò è particolarmente importante in crisi come quella che i settori ittici sperimentano oggi con il Covid

Raddoppio giorni fermo frutto di paradigma UE sbagliato, pescatori sono vittime dei cambiamenti climatici

Il raddoppio delle giornate di fermo tecnico decretato dalla Direzione pesca del ministero dell’Agricoltura è frutto di un paradigma sbagliato che l’Europa continua a perseguire, quello per cui l’ambiente marino va tutelato colpendo i pescatori. Questo paradigma va ribaltato, perché è vero semmai il contrario: i nostri pescatori sono vittime dei cambiamenti climatici, e pertanto vanno tutelati con misure socio-economiche ad hoc. E’ in estrema sintesi il concetto che fa da fulcro al mio report d’iniziativa del Parlamento europeo sulle conseguenze dell’aumento della temperatura delle acque marine per gli stock ittici e per la pesca. Un report che è stato apprezzato anche dagli altri gruppi parlamentari e dalla Commissione Ue, e in cui si afferma chiaramente che la pesca, in particolare quella artigianale, rappresenta una soluzione al problema, e non parte di esso. Sono felice che anche il Medac stia preparando un parere su cambiamento climatico e effetti sulla pesca. Segno che la strada che abbiamo intrapreso a Bruxelles è quella giusta. Il mio invito al Medac è di fare fronte comune per ribaltare stereotipi che non solo colpiscono i nostri pescatori, ma non servono neanche a tutelare adeguatamente i nostri ecosistemi.

Ora il Governo paghi per l’annuncio last minute

Chi fa imprenditoria, soprattutto nel settore turistico, sa bene che la programmazione è alla base di questo lavoro. Quanto avvenuto, con il prolungamento dello stop agli impianti da sci ad appena 24 ore dalla loro riapertura, non lo si può affrontare con i soli ristori, che vanno attivati immediatamente, ma anche con fondi compensativi che tengano conto dei danni arrecati al settore. Gli operatori hanno sempre dimostrato la loro responsabilità e non possono essere penalizzati ulteriormente, tanto più con una decisione presa all’ultimo minuto. Mi auguro che la colpa sia della disorganizzazione lasciata in eredità dal precedente governo, ma da ora in poi bisogna cambiare marcia, e in fretta.

Il posticipo al 5 marzo costerà almeno altri 400 milioni di euro di fatturato in meno alle nostre imprese turistiche, a cui si devono aggiungere le spese di preparazione alla riapertura che sono andati in fumo, dai gatti delle nevi ai lavoratori stagionali, dalle forniture alimentari ai riscaldamenti. E lo dico con cognizione di causa conoscendo, anche da operatrice turistica, quali sono le problematiche anche su questo versante, soprattutto per le regioni del Nord Est. Ecco perché ai ristori vanno aggiunti i costi dei danni arrecati da una gestione schizofrenica dell’emergenza.

Viviamo una crisi sanitaria che comporta inevitabilmente dei sacrifici, e ci vuole senso di responsabilità. I nostri imprenditori lo hanno dimostrato con i fatti. Ora spetta al nuovo governo intervenire per correggere il cambio di passo del precedente.

No alla tassa sul vino Made in Italy

La Lega è e sarà sempre fortemente contraria all’ipotesi dell’aumento delle tasse sul vino e sulle eccellenze del Made in Italy, che non possono e non devono essere oggetto di campagne di criminalizzazione da parte dell’Ue. Anzi: numerosi studi hanno dimostrato che il consumo di vino in misura moderata può apportare benefici alla salute. Di questo deve tenere conto Bruxelles, nell’iter di approvazione del documento ‘Europe’s Beating Cancer Plan’, che rischia di aumentare le tasse sulle bevande alcoliche e di colpire produzioni italiane dal vino alla carne rossa.

Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione Europea, affinché faccia chiarezza sulle proprie intenzioni e definisca con studi scientifici le indicazioni per il consumo responsabile e per evitare abusi. Serve una valutazione dell’impatto economico e sociale derivante dall’aumento di tasse su questi prodotti negli Stati che negli anni hanno promosso protocolli di produzione certificati e sicuri: i prodotti di eccellenza italiani vanno tutelati e valorizzati, non demonizzati.

Dalla UE nuovo colpo al vino e alla carne

Non bastano gli inutili allarmismi generati da etichette come il Nutriscore e le fake news su agricoltori e allevamenti, adesso l’Unione europea vorrebbe equiparare carne, salumi e vino alle sigarette, impedendone di fatto la promozione.

Un primo segnale è arrivato con i nuovi bandi della Commissione per la promozione dei prodotti agroalimentari sul mercato europeo e su quelli extra-Ue, che sembrano discriminare in particolare il settore della carne. Una discriminazione che verrebbe sancita per legge con il ‘Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei’ che la Commissione dovrebbe pubblicare in questi giorni.

Stando a quanto denunciano le associazioni di categoria, il piano prevederebbe l’uso di alert sulla salute nelle etichette delle bevande alcoliche, un po’ come quelli delle sigarette, e aprirebbe all’eliminazione delle carni rosse e trasformate dai programmi di promozione Ue dei prodotti agroalimentari. Sembra che la campagna stampa condotta da alcune ong vegane in questi mesi abbia portato i suoi frutti: chiedevano lo stop ai fondi Ue per la carne, e sembra che Bruxelles le voglia accontentare.

Peccato che così facendo si infliggerebbe un colpo mortale a un settore centrale non solo per l’economia italiana, ma anche per quella Dieta mediterranea che, ricordo ai salutisti dell’ultima ora, è universalmente riconosciuta per i suoi benefici alla salute. Per tutte queste ragioni, ho deciso di presentare un’interrogazione alla Commissione europea: basta demonizzare l’agroalimentare made in Italy.

Gravi clausole su penali e accordo Germania-Biontech

Dopo le rivelazioni stampa del pre-contratto tra la Commissione Ue e la tedesca CureVac, oggi quelle sull’accordo con Pfizer gettano nuove ombre sull’operato di Bruxelles sui vaccini. Stando alle carte in mano al governo italiano, che dice di essere stato finora all’oscuro di tutto, Pfizer avrebbe prima ottenuto sostanziosi fondi europei, e italiani, per sviluppare il vaccino dell’altra casa farmaceutica tedesca BioNTech, e poi lo avrebbe commercializzato sulla base di un contratto che la protegge di fatto da qualsiasi responsabilità. Tra le clausole, infatti, c’è quella che sancisce che, in caso di inadempienze, le penali non scattano in maniera automatica: prima l’azienda ha il diritto di proporre un rimborso, o la cessazione del contratto, e solo dopo scatta la penale. In pratica, la denuncia del governo italiano è morta sul nascere.

La verità è che, grazie agli accordi capestro siglati da Bruxelles, Pzifer può permettersi di venir meno ai suoi impegni sulla distribuzione dei vaccini (anche scegliendo unilateralmente come distribuire le dosi tra le regioni italiane), e magari vendere a prezzi più alti ad altri Paesi le scorte non consegnate all’Ue. I media hanno pure confermato l’esistenza di quel contratto parallelo tra Germania e Pfizer-BioNTech che la Lega aveva denunciato nelle settimane scorse e che garantisce a Berlino una fornitura aggiuntiva di 30 milioni di dosi in barba alla distribuzione equa dei vaccini all’interno dell’Ue. Bruxelles, in altre parole, si sarebbe piegata alle case farmaceutiche, nonostante l’uso massiccio di fondi pubblici.

E adesso a pagarne le conseguenze sono le centinaia di migliaia di persone che rischiano di non essere vaccinate nei tempi previsti dai contratti. Una vergogna su cui occorre far luce immediata

L’UE faccia rispettare gli impegni presi

La Commissione europea faccia rispettare gli impegni presi da Pfizer nella distribuzione dei vaccini per il Covid-19 nell’Ue. Ricordo che la sperimentazione di questo farmaco è stata possibile anche grazie ai soldi dei contribuenti europei, e quindi anche dei contribuenti italiani. Eppure, il nostro Paese rischia un taglio del 29% delle dosi stabilite dagli accordi. Una riduzione che sale al 50% nelle regioni del Nord-Est, ovvero Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige. Il tutto avviene in contemporanea con l’annuncio del nuovo presidente Usa Biden di rafforzare la campagna vaccinale negli Stati Uniti. Se il taglio alle dosi per l’Ue dovesse venire confermato, si tratterebbe di un’arbitraria distribuzione da parte della casa farmaceutica che rischia di compromettere e penalizzare fortemente il piano vaccinale attualmente in corso nei singoli Paesi.

A Bruxelles chiedo di far rispettare gli impegni e di farlo in fretta affinché non ci siano problemi rispetto alla quantità necessaria per la seconda dose di richiamo. I ritardi nella vaccinazione sarebbero un fallimento inaccettabile da parte della Commissione, che ha già commesso diversi errori in questa crisi e che ha coordinato gli acquisti dei farmaci con le case farmaceutiche, tra l’altro con procedure su cui è necessario fare maggiore chiarezza. I cittadini meritano rispetto e trasparenza, tanto più quando in gioco ci sono le loro vite.