Scelgo Conte!

Categoria: Comunicato Stampa

Tamponi gratuiti in tutta UE per favorire il Turismo!

Il via libera del Parlamento europeo al Certificato verde digitale è un buon punto di partenza per i cittadini e il settore del turismo. Grazie al lavoro che abbiamo svolto con la Lega, nel testo sono stati apportati dei miglioramenti rispetto alla proposta originale della Commissione Ue. Ci teniamo a precisare che il certificato servirà (qualora entrasse in vigore) solo per gli spostamenti da e per l’estero, e che tale documento non è un passaporto vaccinale e che pertanto non discriminerà tra chi ha fatto il vaccino e chi no. Al contrario, dovrà servire a impedire restrizioni alla libertà di circolazione dei cittadini europei come quelle a cui abbiamo assistito durante la pandemia, e a fermare sul nascere forme di concorrenza sleale come i corridoi turistici della scorsa estate. Ecco perché in tutto questo un punto deve essere centrale: occorre potenziare i test rapidi antigenici negli aeroporti, e tali test devono essere gratuiti e garantire, in caso di risultato negativo, soggiorni senza obblighi di quarantena. E’ questa la chiave di volta se vogliamo promuover una reale ripartenza in sicurezza del turismo estivo.

L’UE ascolti i produttori di vino, servono fondi straordinari dopo le gelate

Le gelate dei giorni scorsi hanno causato un danno gravissimo alla nostra agricoltura, che secondo le organizzazioni di settore ammonta a circa un miliardo di euro. Tra i comparti più colpiti c’è quello vitivinicolo, dove in alcuni casi la perdita della produzione è stata pressoché totale. Ecco perché servono interventi urgenti e straordinari anche da parte dell’Unione europea, come richiesta dalle organizzazioni di produttori di Italia, Francia e Spagna. Un appello al quale mi unisco. Il comparto del vino è stato e continua a essere tra i più colpiti dalla pandemia. Le gelate rischiano di infliggere un colpo durissimo a una produzione tra le più importanti per l’Ue e il suo export. Ecco perché Bruxelles non può voltarsi dall’altra parte.

Farm to Fork, approvati emendamenti Lega a difesa pescatori, su parità genere e valorizzazione del ruolo lungo la filiera

Nel parere sulla strategia Farm to Fork da parte della commissione Pesca, approvati tre emendamenti presentati dalla Lega per migliorare il testo. Grazie alle nostre iniziative, viene sottolineata la necessità di un approccio olistico tra le diverse strategie e politiche Ue in materia, nonché l’importanza del ruolo delle donne nei processi di trasformazione, valorizzazione e commercializzazione del pescato. Il settore subisce già un forte abbandono, dimostrato dalla contrazione dei dati sui lavoratori dipendenti tra il 2008 e il 2017, che si attesta sul – 27%, lavoratori che sono per la quasi totalità uomini: solamente il 4% è, infatti, costituito da donne, e intendiamo proprio ripartire da qui per invertire la rotta.
Inoltre, abbiamo voluto porre l’attenzione sull’approccio talvolta iniquo della grande distribuzione nei confronti della pesca artigianale. Chiaramente la Gdo fornisce dei contributi positivi, soprattutto in termini di qualità, tipicità e internazionalizzazione del nostro prodotto, ma dobbiamo evitare la tendenza attuale ad una concentrazione generale del mercato, agevolando la conclusione di accordi che riconoscano il valore del lavoro dei produttori primari, e quindi della pesca artigianale. Basti pensare che esportiamo prodotti ittici per circa 130 milioni di euro, mentre ne importiamo per un valore vicino ai 1,8 miliardi di euro. Va, quindi, adeguatamente promossa la valorizzazione lungo la catena del valore nel settore, agevolando gli operatori della filiera, nonché quelli del commercio.
In una discussione che troppo spesso è sbilanciata verso il perseguimento di un’agenda ideologica e difficilmente realizzabile, esprimiamo soddisfazione per l’approvazione dei nostri emendamenti, proposte concrete e di reale interesse per il settore.

Bene stop Bruxelles a riso dal Myanmar, altra vittoria della Lega al governo

Lo avevamo chiesto già in passato, dinanzi alla brutale repressione della minoranza Rohingya, e lo avevamo ribadito nelle scorse settimane, di fronte al sanguinario colpo di Stato in atto: i dazi agevolati che l’Ue continua a garantire alle importazioni di riso dal Myanmar sono uno schiaffo ai valori che la stessa Ue ha sancito nei suoi trattati e che dovrebbero essere alla base delle sue relazioni commerciali internazionali. Oltre a rappresentare una palese forma di concorrenza sleale nei confronti delle nostre imprese. Per questo, esprimo soddisfazione per la decisione del Consiglio Ue di sanzionare la Myanmar Economic Corporation, ossia l’ente gestito dall’esercito brimano da cui dipende la gran parte delle esportazioni di riso prodotto nel Paese. Ed esportato in Europa. I dazi agevolati, purtroppo, restano ancora in vigore, ma in questo modo blocchiamo l’invasione di riso dal Myanmar e togliamo colpiamo un governo militare che sta reprimendo la popolazione, calpestando democrazia e diritti civili fondamentali. Merito anche delle pressioni che la Lega, attraverso il Parlamento europeo e il governo, ha fatto su Bruxelles. Un’altra vittoria per la democrazia e i nostri agricoltori.

Mangiare carne non è un reato, basta demonizzare allevatori

La legittima battaglia per rendere più sostenibile il comparto agroalimentare non può trasformarsi in una caccia alle streghe contro chi consuma e produce carne. Mangiare carne non è un reato, e gli allevatori non sono dei delinquenti che vanno eliminati dai finanziamenti europei. Lo dico innanzitutto alle ong come Greenpeace, che continuano a usare la loro forza mediatica e i lauti compensi privati (su cui bisognerebbe un giorno fare chiarezza), per mettere pressione sulla Commissione europea affinché elimini i prodotti a base di carne e latticini dai fondi comunitari per la promozione dei beni agoalimentari all’estero. Fondi che, per esempio, servono ai nostri consorzi anche per tutelare pezzi pregiati del made in Italy da falsi e imitazioni.

Ma lo dico anche alla stessa Commissione europea, che sembra cedere a queste pressioni. Lo dimostra il questionario, denunciato dagli allevatori italiani, in cui si chiede un parere ai cittadini su come indirizzare la revisione della politica agricola Ue nel 2021. Peccato che prima di fare rispondere i cittadini, il questionario ricordi che tale politica dovrebbe favorire ‘il passaggio a una dieta più vegetale, con meno carne rossa e/o lavorata insieme ad altri alimenti legati al rischio di cancro’. Si tratta di un sondaggio subdolo, che sembra volere sposare le tesi vegane (e di potenti multinazionali) per cui in futuro dovremmo mangiare solo carne prodotta in laboratorio. Contro tutto questo bisogna alzare la voce a Bruxelles, come stiamo facendo da tempo noi della Lega: in ballo c’è il futuro di un settore e di migliaia di lavoratori che hanno già fatto grandi passi avanti per rendere la zootecnia più sostenibile. E che, al contrario di quello che dice Greenpeace, merito maggiori sostegni proprio per proseguire in questo percorso.

Il certificato verde digitale è una buona idea se fa ripartire turismo, ma chiarezza su test e vaccini

La proposta della Commissione Ue per l’istituzione dei certificati verdi digitali è una buona base di partenza, ma occorre che questo tipo di misura faccia ripartire il turismo in sicurezza e garantisca il diritto di tutti gli europei alla libera circolazione. Ecco perché occorre fare maggiore chiarezza su test e vaccini. Gli stessi esperti Ue dell’Ecdc, per esempio, hanno sottolineato che la vaccinazione non è garanzia di assoluta mancanza di rischio nella trasmissione del virus. Ecco perché io credo che i tamponi siano la chiave di volta per rilanciare i viaggi in estate. E proprio per questo debbano essere agevoli e gratuiti.

Approvato regolamento controlli, il Grande Fratello per i pescherecci

Prendiamo atto che l’Ue, purtroppo con la complicità di Pd, M5s e Iv, conferma di non tutelare i pescatori: il nuovo Regolamento Controlli rappresenta l’ennesima occasione mancata da Bruxelles. Era un’opportunità per semplificare l’intricata normativa europea sulla pesca, rendendola più equa e di buon senso. La Lega ha tutelato i pescatori dicendo un forte e chiaro no alle telecamere a bordo e proponendo anche misure salvagente per scongiurare il peggio: il voto del Parlamento europeo va nella direzione purtroppo opposta, dando una sferzata finale alla revisione del Regolamento che non andrà ad aiutare un settore già fortemente colpito dalla crisi.

Si verrà infatti a creare un vero e proprio ‘grande fratello‘ a causa dell’installazione obbligatoria delle telecamere CCTV per le imbarcazioni sopra i 12 metri identificate come ad alto rischio di inosservanza dell’obbligo di sbarco. Norme più severe anche per il giornale di pesca elettronico e il Vessel Monitoring System; e invece di rendere più proporzionate le sanzioni amministrative, si prevede un inasprimento, con sanzioni penali. Il testo, quindi, peggiora quanto prodotto dalla commissione Pesca, dove siamo almeno riusciti a inserire maggiore flessibilità sul margine di tolleranza per le stime di peso e a migliorare la tracciabilità dei prodotti ittici, a tutela dei consumatori. Al rammarico per l’approvazione del nuovo regolamento, anche la delusione per l’esclusione di tutti gli emendamenti proposti dalla Lega, a sostegno degli interessi dei pescatori italiani. Un’occasione gettata al vento: l’auspicio ora è che, in sede di negoziato, l’Italia si opponga in Consiglio e dica no a provvedimenti che, anziché aiutare i nostri pescatori, li penalizza.

Corte conferma grave errore di Bruxelles, ora l’Ue risarcisca i risparmiatori delle Popolari venete

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato quanto già stabilito da una precedenza sentenza: la Commissione Ue ha commesso una grave errore quando, nel 2015, bloccò il salvataggio della banca italiana Tercas da parte del Fidt poiché bollato come una violazione delle regole del mercato interno. Da quella decisione errata scaturì il provvedimento politico dell’allora esecutivo italiano che, nel 2015, optò per il bail-in anticipato di quattro banche, tra cui le due popolari venete e Banca etruria.

In altre parole, lo stop a Tercas fu la base giuridica del famigerato Salvabanche, che ebbe, come è noto, conseguenze devastanti per i risparmiatori e per gli istituti di credito. Ecco perché mi unisco all’iniziativa della Lega al Parlamento europeo nel chiedere alla Commissione di risarcire quanti sono stati danneggiati dal provvedimento oggi dichiarato illegittimo.

Inoltre, vogliamo chiarite le responsabilità ascrivibili ai membri della precedente Commissione. Ho ancora negli occhi l’immagine di Luigino, il pensionato che si suicidò dopo aver perso i risparmi di una vita a causa del Salvabanche. Siano fatte verità e giustizia anche in suo nome.

Nuovo fondo UE per la pesca: ecco cosa cambia

In commissione Pesca al Parlamento europeo, dove svolgo il ruolo di coordinatrice per Identità e democrazia, ieri è stato dato il via libera al regolamento del FEAMPA, il nuovo fondo Ue per la pesca, in merito al quale sono stata “relatrice ombra” per conto del gruppo. 

Si tratta di un testo complessivamente bilanciato tra quelle che sono le istanze ambientali, fortemente difese dalla Commissione e parte del Parlamento, e quelle sociali ed economiche portate avanti da noi del gruppo della Lega in particolare. Purtroppo non mancano alcune ombre, soprattutto per la presenza di tecnicismi e rigidità che rischiano di complicarne l’applicazione da parte degli Stati membri. 

Tra gli elementi che abbiamo più contestato ci sono la riduzione del budget complessivo che da 829 milioni a 727 milioni e il fatto sia stata prevista la possibilità di aiuti aggiuntivi in caso di crisi sanitaria (ossia al di là del budget complessivo stanziato).

Vi confesso che è stato un lavoro lungo e particolarmente complesso. Come relatrice per il gruppo ID ho partecipato a tutti i tavoli negoziali e con il mio staff abbiamo preparato più di 90 incontri tecnici per poter arrivare ad un risultato sostanzialmente buono.

Per quanto mi riguarda sono comunque soddisfatta dei compromessi raggiunti e degli emendamenti che la Lega ha sostenuto e fatto approvare a sostegno delle specificità della nostra pesca.

Ecco in dettaglio i punti principali di questo regolamento.

– Arresto temporaneo e definitivo: i pescatori possono ricevere compensazioni per l’arresto temporaneo o per la demolizione o il disarmo di una nave. Siamo riusciti a mantenere il cofinanziamento per l’arresto definitivo al 50%, tutelando al contempo le peculiarità della piccola pesca artigianale italiana. Inoltre, abbiamo ottenuto una estensione del periodo di supporto in caso di arresto temporaneo, che potrà essere concesso a nave o singolo pescatore fino a un massimo di 12 mesi, contro i 6 attuali.

Investimenti che portano al potenziamento della capacità: il futuro FEAMPA sosterrà gli investimenti per i pescherecci fino a 24 metri e di età superiore a 10 anni anche se questo porterà a un aumento della stazza lorda ai fini della sicurezza, delle condizioni di lavoro e dell’efficienza energetica. Questo è un emendamento su cui abbiamo particolarmente insistito in fase di negoziato e che permetterà alle nostre imbarcazioni di essere rinnovate a condizione che non sia aumentata la capacità di pesca della singola imbarcazione. Nel caso in cui ci fosse un aumento della capacità di pesca questa deve essere compensata con il ritiro della stessa capacità di un peschereccio appartenente allo stesso segmento di pesca o di un segmento in cui lo stock è in sofferenza

 

– Primo acquisto di pescherecci: i giovani pescatori (ovvero i pescatori al di sotto del 41esimo anno di età. Limite molto difeso da noi in fase negoziale) possono acquistare piccoli pescherecci di tre anni o pescherecci di cinque anni fino a 24 metri. Purtroppo il supporto del FEAMPA sarà solo del 40%

Ammissibilità delle domande: solo gli operatori che hanno commesso gravi infrazioni non potranno presentare domanda 

Promozione del dialogo sociale: grazie a un nostro emendamento, il regolamento prevede un chiaro riferimento alla promozione del dialogo sociale

Strumenti assicurativi e finanziari ad hoc: come ho ribadito in diversi miei interventi e atti al Parlamento europeo, tra cui il mio report legislativo “Le conseguenze dell’aumento della temperatura delle acque marine per gli stock ittici e per la pesca”, i pescatori sono esposti a rischi economici e ambientali crescenti. Ecco perché il FEAMPA, grazie proprio a un emendamento FORTEMENTE SOSTENUTO DA ME e dalla Lega, sosterrà azioni che rafforzano la resilienza del settore della pesca, anche attraverso fondi di mutualizzazione, strumenti assicurativi o altri sistemi collettivi che rafforzino la capacità del settore di gestire i rischi e rispondere agli eventi avversi. Tale supporto potrà essere erogato anche per i singoli pescatori, non necessariamente associati. Inoltre, abbiamo ottenuto un supporto ad hoc per i pescatori in caso di eventi che portano a perturbazione dei mercati

– Supporto e semplificazione per piccola pesca artigianale: il futuro FEAMPA attribuisce particolare importanza alle esigenze dei piccoli operatori e delle PMI. Molti articoli sono infatti stati riservati unicamente alla piccola pesca artigianale. Nell’effettuare l’analisi della situazione in termini di punti di forza, debolezza, opportunità e minacce del settore della pesca (SWOT analysis), gli Stati membri dovranno tenere conto delle esigenze specifiche della pesca artigianale e attuare azioni mirate a tali esigenze, comprese misure di semplificazione, come i moduli di domanda semplificati            

Supporto per marine litter: investimenti in porti o altre infrastrutture per fornire adeguate strutture di raccolta per attrezzi da pesca smarriti e rifiuti marini raccolti dal mare  

Supporto all’acquacoltura: le PMI riceveranno un aumento del tasso di intensità degli aiuti e il sostegno avverrà tramite sovvenzioni o strumenti finanziari. Le sovvenzioni dirette verrebbero concesse alle PMI nel settore della trasformazione, mentre le società più grandi sarebbero sostenute tramite strumenti finanziari

Supporto per l’immagazzinamento: saranno concessi in caso di eventi eccezionali che generino una significativa perturbazione dei mercati. Inoltre, in tali casi, gli operatori del settore della pesca e dell’acquacoltura saranno compensati per il mancato guadagno o per i costi aggiuntivi. Ciò è particolarmente importante in crisi come quella che i settori ittici sperimentano oggi con il Covid

Raddoppio giorni fermo frutto di paradigma UE sbagliato, pescatori sono vittime dei cambiamenti climatici

Il raddoppio delle giornate di fermo tecnico decretato dalla Direzione pesca del ministero dell’Agricoltura è frutto di un paradigma sbagliato che l’Europa continua a perseguire, quello per cui l’ambiente marino va tutelato colpendo i pescatori. Questo paradigma va ribaltato, perché è vero semmai il contrario: i nostri pescatori sono vittime dei cambiamenti climatici, e pertanto vanno tutelati con misure socio-economiche ad hoc. E’ in estrema sintesi il concetto che fa da fulcro al mio report d’iniziativa del Parlamento europeo sulle conseguenze dell’aumento della temperatura delle acque marine per gli stock ittici e per la pesca. Un report che è stato apprezzato anche dagli altri gruppi parlamentari e dalla Commissione Ue, e in cui si afferma chiaramente che la pesca, in particolare quella artigianale, rappresenta una soluzione al problema, e non parte di esso. Sono felice che anche il Medac stia preparando un parere su cambiamento climatico e effetti sulla pesca. Segno che la strada che abbiamo intrapreso a Bruxelles è quella giusta. Il mio invito al Medac è di fare fronte comune per ribaltare stereotipi che non solo colpiscono i nostri pescatori, ma non servono neanche a tutelare adeguatamente i nostri ecosistemi.