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Mese: Ottobre 2022

Rischia di saltare, fermiamo l’attacco ai pescatori italiani

Oggi in commissione Pesca al Parlamento europeo, i gruppi di maggioranza capeggiati dagli eurodeputati spagnoli hanno chiesto 2 mesi in più per valutare l’atto delegato sulle vongole proposto dall’esecutivo Ue. Se la proposta dovesse passare, la deroga per i nostri pescatori, che Bruxelles vuole rinnovare per altri due anni, rischierebbe di saltare, bloccando di fatto il comparto delle vongole dell’Adriatico. Ecco perché l’Italia deve fare subito squadra per impedire questo attacco alle nostre marinerie: intendo convocare una cabina di regia con la Rappresentanza italiana dell’Ue e tutti gli eurodeputati italiani per fare sistema contro questo ennesimo tentativo di concorrenza sleale da parte della Spagna.

Non c’è nessuna ragione valida per contestare l’atto delegato. L’Italia ha fornito evidenze confermate da ben due organi scientifici autorevoli sul fatto che la deroga sulle vongole in Adriatico non incide negativamente sulla risorsa. Anzi, grazie a un egregio lavoro di monitoraggio e gestione da parte delle nostre marinerie, in questi anni abbiamo assistito a un ripopolamento e addirittura al raddoppio dello stock. Mai come prima d’ora abbiamo avuto uno stock di vongole così in salute. Quella della pesca delle vongole nell’Adriatico è una storia di successo, una buona pratica a livello europeo per l’ambiente, il mare e l’ecosistema. Ecco perché va promossa, e non ostacolata. Ritardare la deroga sarebbe uno schiaffo a tutti quei pescatori, non solo italiani, che stanno facendo sacrifici enormi per mantenere in vita un’attività così importante nel rispetto delle regole.

Acquacoltura può ridurre dipendenza, promuoverla sia priorità UE

Da Strasburgo arriva oggi una chiara indicazione: l’acquacoltura europea può e deve essere al centro delle politiche agroalimentari dell’Ue. Il suo potenziale di crescita non è ancora sfruttato a pieno: dagli allevamenti Ue arriva solo il 10% del pesce consumato dai cittadini europei, mentre su scala globale tale quota supera il 50%. Il risultato è che l’Europa importa oltre il 70% dei prodotti ittici che consuma. È ora di invertire la rotta: promuovere la nostra acquacoltura vuol dire ridurre la dipendenza dall’estero, ma anche avere prodotti alimentari sostenibili e di qualità, e creare nuovi posti di lavoro, soprattutto nelle regioni costiere. Per farlo, serve innanzitutto un quadro giuridico favorevole alle imprese, che tenga conto di tutti e tre i pilastri della sostenibilità: economico, sociale e ambientale. Il nuovo meccanismo di assistenza all’acquacoltura può essere uno strumento innovativo, a patto che coinvolga tutte le parti interessate nella sua creazione. Inoltre, occorre rafforzare la ricerca e l’innovazione.
Sono contenta del risultato raggiunto con questo report. In commissione Pesca, siamo riusciti a fare inserire nel testo anche il problema dei cormorani,  ben presente in Italia. Grazie ai nostri emendamenti, il report ha un forte focus sulla salvaguardia delle piccole medie e micro imprese, e  chiede all’Ue di investire su larga scala attraverso misure di mitigazione e adattamento per prevenire e ridurre l’impatto di catastrofi ed eventi meteorologici estremi. Infine, abbiamo chiesto e ottenuto che l’Ue si impegni ad affrontare l’aumento dei costi legati a energia elettrica e gas.
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