Scelgo Conte!

Mese: Febbraio 2022

Segnale concreto contro caro bollette

Di recente Salvini ha incontrato anche le realtà produttive del Nordest per affrontare il tema del caro energia che sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie. L’allarme iniziale, peraltro, era arrivato proprio dal Veneto, in particolare dal mondo delle vetrerie di Murano e ha poi interessato più in generale le nostre realtà produttive. Ora, finalmente, la battaglia sta dando i suoi frutti e qualcosa si muove. Grazie al buon lavoro della Lega, che si è mossa da subito per arginare l’emergenza, oggi c’è un segnale concreto per abbattere il costo delle bollette ed aiutare famiglie ed imprese. Questo è il primo grande passo del governo nella strada per abbattere il costo delle bollette”

Con riconoscimento Prosek UE metterebbe in discussione sistema protezione eccellenze

Dopo aver difeso con successo il settore del vino da pericolose e controproducenti demonizzazioni, in Europa adesso bisogna tutelare una delle eccellenze di questo comparto e del made in Italy, il Prosecco.

La Commissione europea dovrebbe decidere a breve se accogliere o meno la richiesta della Croazia di registrare il Prosek. Noi lo diciamo chiaramente: autorizzare forme di concorrenza sleale all’interno dello stesso mercato unico è inaccettabile. Lo è per le aziende e i lavoratori che danno vita a un prodotto come il Prosecco che è un patrimonio non solo veneto e italiano, ma europeo e mondiale, come ha sancito l’Unesco. Ed è inaccettabile anche per lo stesso sistema Ue di tutele delle denominazioni agroalimentari.

Ecco perché rinnovo l’appello alla Commissione affinché eviti di commettere un gravissimo autogol. Il mio appello è anche a tutte le forze politiche italiane affinché si faccia squadra per difendere un bene che appartiene a tutti

Abbiamo salvaguardato il vino da inutili crociate

Noi della Lega lo avevamo detto fin dal principio, e alla fine la relazione della commissione speciale per la lotta al cancro del Parlamento europeo è stata approvata senza inutili crociate, come quella anti-vino, ma concentrandosi sulle misure necessarie per rafforzare davvero l’azione dell’Europa nel contrasto e nella ricerca sui tumori. Combattere il cancro è una questione serissima e bisogna farlo con strumenti adatti. Non certo con un bollino nero per trovare un facile capro espiatorio. Mi riferisco chiaramente al vino: non fare alcuna distinzione tra consumo eccessivo e consumo moderato, come previsto dalla prima versione della relazione, avrebbe trasmesso un messaggio confuso e discriminatorio verso aziende e lavoratori di uno dei comparti più importanti del made in Italy e della nostra tradizione agroalimentare. Quello che abbiamo ottenuto è stato far trionfare il buon senso: bere un bicchiere di vino quando si va fuori a cena, o durante un aperitivo con gli amici, non fa male alla salute. Diverso il discorso sull’abuso di sostanze alcoliche, che abbiamo chiesto e ottenuto che sia contrastato con maggiori azioni di sensibilizzazione al consumo responsabile.

GRANDE VITTORIA PER I PESCATORI ONESTI

Un grande risultato per la nostra pesca, una vittoria storica che vanta un solo precedente. Ieri la plenaria del Parlamento europeo ci ha dato ragione e ha approvato la nostra proposta di obiezione all’atto delegato sull’inammissibilità al Feampa. La Commissione europea ha tentato di dare un altro schiaffo ai pescatori, ma con un’alzata di scudi li abbiamo fermati. Il rischio era pesante, soprattutto se combinato con il regolamento Controlli, attualmente in discussione. Se l’atto delegato fosse passato, si sarebbe finito per punire anche quei pescatori che commettono infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici, senza fare distinzione tra chi ha davvero fatto il furbetto e merita di essere punito, e i lavoratori onesti, i quali, anche per una infrazione involontaria, avrebbero rischiato di perdere i fondi Ue. Altro che principio di proporzionalità della sanzione. Sin dallo scorso settembre, quando il testo era solo una bozza, avevamo scritto chiaramente alla Commissione che il testo non fosse proporzionato, proponendo una alternativa dettagliata e più equilibrata, ma abbiamo trovato orecchie sorde. All’inizio la nostra voce era solitaria, ma non ci siamo dati per vinti e, quando il testo è arrivato sui tavoli del Parlamento, abbiamo denunciato con forza queste preoccupazioni. E alla fine, grazie al lavoro di squadra, siamo riusciti a coalizzare una maggioranza al Parlamento europeo che oggi a Strasburgo ha incassato una grande vittoria per i nostri pescatori. Noi non ci siamo mai arresi, nemmeno di fronte alle continue pressioni della Commissione europea: pressioni degne di una vera e propria lobby che continua a tentare di cancellare la pesca nel Mediterraneo, favorendo l’import dai Paesi extra-Ue. E ieri, siamo riusciti a difendere con successo quel patrimonio economico, culturale e sociale rappresentato dai nostri pescatori.

Difendiamo il made in Italy

Quella contro il cancro è una battaglia sacrosanta. Usarla per altri fini, come colpire il made in Italy, tra l’altro mistificando la realtà e ignorando le evidenze scientifiche, è una strumentalizzazione che noi della Lega riteniamo inaccettabile.

Purtroppo, è quello che si sta cercando di fare al Parlamento europeo con la relazione della commissione speciale sulla lotta contro il cancro (BECA) che si voterà oggi e domani, e che prende di mira prodotti centrali della Dieta mediterranea come il vino e la carne. Noi della Lega non lo permetteremo.

Stiamo lavorando da mesi per migliorare il testo che potrebbe rappresentare la base per future politiche Ue. Al di là dei dettagli tecnici, un concetto deve essere chiaro: la salute si tutela promuovendo il consumo responsabile di qualsiasi alimento, comprese le bevande alcoliche, facendo una chiara distinzione tra uso moderato e abuso, in linea con regimi alimentari corretti ed equilibrati.

La mera demonizzazione di eccellenze della nostra tradizione non aiuterà a combattere i tumori, ma creerà solo un forte danno alle nostre eccellenze. Questo discorso vale per la relazione BECA, così come per il Nutriscore e altre derive preoccupanti della strategia Farm to Fork. La Lega è impegnata a 360 gradi da sempre per fermare queste eurofollie.

Auspico unità da parte di tutte le forze politiche italiane in nome della vera difesa del made in Italy.

Le nostre spiagge non si svendono

Il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha voluto ribadire la posizione dell’Ue sui balneari, rilanciando le pressioni sui bandi di gara per riassegnare le concessioni. Vorrei dire al commissario, nonché ex premier, che queste pressioni non fanno certo bene a un settore già duramente colpito dalla crisi del Covid, come del resto tutto il settore turistico. E vorrei anche tranquillizzare Gentiloni: ci sono amministrazioni come la Regione Veneto che sono già avanti e che hanno già avanzato una proposta per rispettare le norme Ue, ma tutelando al contempo i nostri imprenditori. Perché che i bandi saranno inevitabili lo abbiamo capito, ma deve anche essere chiaro che le nostre spiagge non possono essere svendute e rimangano, soprattutto, agli imprenditori italiani. Bisogna premiare l’expertise di chi in questi anni ha investito e maturato esperienza e competenza, dando un contributo fondamentale allo sviluppo turistico del territorio, ma anche alla tutela del demanio marittimo.

UE dia risposte al settore pesca e non più sanzioni

Quello dei pescatori di Chioggia è un grido d’allarme a cui l’Europa deve dare delle risposte. Il rincaro dei prezzi dei carburanti sta rendendo ancora più acuta la crisi del settore che si trascina da tempo. Ricordo che la pesca è il settore dell’Ue che paga in media più imposte sull’energia dopo il trasporto su strada, come ha evidenziato un recente studio della stessa Commissione europea. E Bruxelles che cosa fa? Da un lato propone una strategia, Fit for 55, che di fatto rischia di far aumentare ancora di più i prezzi per i pescatori. Dall’altro, porta avanti una doppia tenaglia, quella del Regolamento controlli e dell’atto delegato sul Feampa, che avrebbe l’effetto di escludere dai fondi Ue anche quei pescatori che commettono infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici. Si aggiungano a tutto ciò le misure restrittive in sede Cgpm che la Commissione continua ad avvallare aggirando il Parlamento europeo, e il quadro a tinte fosche per il settore è completo. Ecco perché sono al fianco dei pescatori di Chioggia: il loro grido è quello di tutti i pescatori italiani. Io e i miei colleghi della Lega faremo di tutto per farlo ascoltare a Bruxelles. E ottenere aiuti, non ulteriori balzelli e sanzioni.

Ennesimo attacco al vino italiano

Serge Hercberg, ideatore del Nutriscore – etichetta semaforo francese che porta con sé già diverse contraddizioni attraverso la creazione di un sistema arbitrario di etichettatura nutrizionale – propone ora un’ulteriore declinazione per le bevande alcoliche: suggerisce infatti di inserire una lettera “F” nera su tutte le bevande alcoliche, indipendentemente dalla gradazione, al fine di evidenziarne ‘la pericolosità per la salute’.

Affrontare il tema della salubrità del vino e delle bevande alcoliche senza promuoverne il consumo moderato e consapevole è del tutto improprio e, in questo caso, confermerebbe la caratteristica fuorviante del sistema di etichettatura a colori che, ancora una volta, potrebbe indurre il consumatore in valutazioni errate sulla salubrità di un determinato prodotto, pregiudicando uno degli elementi della dieta mediterranea e penalizzando il settore vitivinicolo.

Lo stesso rischio inaccettabile si verificherebbe se lo stesso approccio venisse confermato all’interno della revisione del regolamento per le politiche di promozione Ue, che potrebbe prevedere tagli dei fondi destinati al settore vitivinicolo.

La Commissione come valuta la proposta di un sistema “a colore” di etichettatura nutrizionale che penalizzi ulteriormente i prodotti vitivinicoli alcolici? Ritiene necessario, all’interno della propria legislazione in tema di alimentazione, determinarne e puoi promuoverne il concetto di consumo responsabile e consapevole?

NUOVO MECCANISMO SANZIONI UE PER LA PESCA

In commissione Pesca al Parlamento europeo, siamo riusciti a far passare l’obiezione per rigettare l’atto delegato del Feampa con cui la Commissione Ue intende rivedere il sistema di sanzioni nel settore.

Come ho denunciato per prima mesi fa, il problema grave è che, per come è stato elaborato l’atto, si puniranno anche quei pescatori che commettono infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici, senza fare distinzione tra chi ha davvero fatto il furbetto e merita di essere punito, e i lavoratori onesti, i quali, anche per una infrazione involontaria, potrebbero perdere i fondi Ue.

Questo per noi è inaccettabile perché significa non rispettare il principio di proporzionalità della sanzione, e colpirebbe ancora di più una categoria alle prese con i gravi rincari dei costi dell’energia e le altre problematiche lasciate aperte da politiche sbagliate decise proprio in sede Ue. Ecco perché sono soddisfatta che la nostra obiezione sia passata in commissione Pesca.

Adesso la battaglia si sposta nella plenaria del Parlamento europeo di febbraio e auspico che lo stesso approccio di buon senso che ha unito i diversi Gruppi sia confermato

Agricoltura: contro la crisi dei fertilizzanti la PAC non basta

Contro la crisi dei fertilizzanti che sta colpendo i nostri agricoltori, alimentata a sua volta dalla crisi energetica, strumenti ordinari come i fondi della Pac non bastano. Servono misure straordinarie, perché qui in gioco c’è la nostra sovranità alimentare, senza dimenticare che l’aumento dei prezzi agricoli, unito ai rincari delle bollette, rischia di avere effetti devastanti per le famiglie a medio e basso reddito. Tra questi provvedimenti, scrive la Commissione Ue rispondendo a una mia interrogazione, ci potrebbero essere lo stoccaggio dell’energia e l’acquisto di riserve di gas. Bruxelles sta esaminando questa proposta. Da parte nostra c’è il massimo sostegno, ma occorre fare in fretta. Le nostre imprese agricole sono colpite due volte dall’aumento dei prezzi dell’energia, perché non *solo* devono fare i conti con il caro-bollette, ma anche con la scarsità e la conseguente impennata dei costi dei fertilizzanti. Anche in questo caso, l’Europa paga la dipendenza dai fornitori extra-Ue, come la Cina, che potrebbe estendere il blocco dell’export del fosforo fino a giugno 2022. Ecco perché bisogna agire subito, anche facendo pressioni a livello commerciale.

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