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Giorno: 25 Gennaio 2022

I rincari energetici rischiano di affossare il settore Turismo

Quali sono le azioni che la nuova presidenza francese del Consiglio Europeo intende portare avanti per sostenere le aree di montagna e i territori transfrontalieri in relazione alle loro criticità? E con quale approccio si intendono affrontare le problematiche riguardanti il nostro turismo per far fronte al rincaro energetico il cui impatto è di per sé già drammatico per le imprese del settore, in particolare quello alberghiero? Sono queste le domande che ho rivolto oggi alla Ministra della Coesione Territoriale e dei rapporti con gli Enti Locali, Jacqueline Gourault, in audizione in Commissione Regi, la commissione dell’Europarlamento competente per la politica di sviluppo regionale e di coesione dell’Unione Europea. Ho fatto presente che l’attuale emergenza energetica, con il conseguente aumento dei costi per la fornitura di energia e gas, sta mettendo in notevoli difficoltà i residenti e le imprese delle zone più remote, come già sta accadendo nel Nordest del nostro Paese. Ne consegue che si rischia un ulteriore spopolamento di zone che invece devono essere tutelate e rese accessibili con servizi decisamente più adeguati. Sul versante del turismo balneare, in qualità di europarlamentare di riferimento del settore nella costa veneta che consta di 140 chilometri suddivisi in 10 comuni e 32 milioni di presenze turistiche che creano circa 10 miliardi di Pil, ho rappresentato alla Ministra francese soprattutto la situazione del comparto alberghiero, dove i ristori dei governi decisamente non bastano a tamponare l’aumento dei costi esponenziali correlati proprio all’impatto dei rincari energetici. Una situazione che rischia di diventare insostenibile se si pensa, ad esempio, che in una realtà come Caorle si stima che gli alberghi andranno a pagare quasi 1.440.000 euro in più rispetto allo scorso anno proprio per il caro bollette. Da qui l’urgenza di agire con tempestività considerato che stiamo parlando di un settore chiave che ha già pagato duramente gli effetti della pandemia e ora non può essere ulteriormente messo in ginocchio a causa di un dannoso rincaro dei prezzi dell’energia.