Scelgo Conte!

Mese: Marzo 2020

Niente fondi UE ai pescatori, beffa targata PD-M5S

Avevamo provato ad aprire gli occhi a Pd e M5s, ma siamo stati accusati di essere ignoranti e cinici. Con il risultato che adesso i fondi Ue del Feamp non potranno essere utilizzati per compensare i pescatori che, a causa dell’emergenza coronavirus e del calo della domanda, hanno dovuto interrompere la loro attività.

Il pacchetto di misure varato dalla Commissione europea, infatti, non prevede che le compensazioni del Feamp per il fermo temporaneo possano essere erogate in caso di emergenza sanitaria come quella che stiamo affrontando. Secondo il regolamento 717/2014, infatti, gli aiuti de minimis non possono essere erogati per il fermo temporaneo se non per i casi specificati nell’articolo 33 del Feamp, tra i quali non è prevista l’emergenza sanitaria.

Ecco perché noi della Lega avevamo richiesto una modifica in tal senso quando il testo è passato al Parlamento europeo. Proponendo inoltre l’ampliamento del periodo di copertura economica del fermo, oggi limitato a 6 mesi. Ma i nostri due emendamenti sono stati bocciati. Mentre il Pd e i 5 stelle ci hanno ricoperto di strali e accuse di ostruzionismo.

Secondo loro, emendando il testo, si sarebbero rinviate misure giustamente urgenti. Peccato che si tratti di un falso, dato che, come successo con la questione degli slot aerei, sarebbe bastata una semplice presa d’atto del Consiglio. Evidentemente, chi ignora le procedure legislative europee sono proprio i partiti di governo, che a Bruxelles hanno di fatto depotenziato i provvedimenti già deboli previsti da Roma per la pesca con il Cura Italia.

Pare che adesso a Bruxelles abbiano capito l’inghippo e stiano cercando di correre ai ripari. Ma dovremo attendere un secondo pacchetto di misure di cui ancora non vi è traccia. Se Pd e M5s, invece di fare inutili polemiche, ci avessero  ascoltato, oggi i nostri pescatori avrebbero una risorsa in più per resistere alla crisi. Perché alla fine, noi della Lega delle accuse e degli insulti ce ne curiamo poco, siamo abituati a riceverli. Ma quello che non possiamo accettare è  vedere soffrire i nostri pecatori per colpa dell’arroganza e dell’incompetenza di certa politica

Il parlamento UE ha bocciato aiuti straordinari per il settore Pesca

In piena emergenza coronavirus, il Parlamento europeo ha bocciato due emendamenti presentati dalla Lega fondamentali per modificare il regolamento del FEAMP e fare in modo che questo fondo aiuti davvero i pescatori in difficoltà. Da settimane, la situazione della pesca italiana è grave: le imbarcazioni sono ferme per problemi di vendita del pescato e di sicurezza sanitaria del personale a bordo.

Dei 100 milioni di euro del Fondo destinato ad agricoltura e pesca dal DL Cura Italia, ancora non è chiaro quanto verrà garantito alla pesca. Per questo motivo, la Lega ha proposto di scindere i due settori, creando un fondo ad hoc di almeno 30 milioni di euro per supportare il fermo straordinario della pesca. In qualsiasi caso, questi aiuti necessitavano che l’Europa riconoscesse formalmente la crisi sanitaria pubblica e abbattesse i vincoli temporali e finanziari dell’arresto temporaneo per far sì che i nostri pescatori potessero beneficiare degli indennizzi.

Chi nel PD e nel M5S ci accusa di aver rallentato l’iter procedurale, evidentemente non conosce le esigenze del settore. I nostri emendamenti, semmai, miravano a fornire maggiore supporto alle nostre imprese in un momento di vera crisi, adottando misure più chiare, complete e condivise.

Del resto, quando parliamo di FEAMP, parliamo di soldi che l’Italia versa a Bruxelles per poi vederseli restituire in parte, dato che siamo contributori netti. In Europa, però, è prevalsa la velocità procedurale, a discapito delle reali necessità socio-economiche del settore. Ancora una volta, nonostante le proposte di buon senso e impegno avanzate dalla Lega, sono stati colpiti migliaia di pescatori e le loro famiglie. Certamente noi non molleremo la presa e continueremo a proporre soluzioni per tutelare un comparto che rischia di collassare definitivamente per mancanza di certezze rispetto a una situazione presente e futura già gravemente compromessa.”

Rosanna Conte, eurodeputata Lega e coordinatrice della commissione pesca per il gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo, e Lorenzo Viviani, deputato e capogruppo Lega in commissione agricoltura e pesca alla Camera.

Settore della pesca: le misure adottate sono insufficienti, proposte concrete per sostegno rapido

Le nostre marinerie vanno urgentemente aiutate a superare questo momento di grande difficoltà. I pescatori hanno bisogno di misure in grado di fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che si innesta su una crisi in atto già da tempo nel settore, anche a causa, come abbiamo denunciato più volte, di normative europee che non hanno tenuto in dovuta considerazione le peculiarità della nostra pesca.

A livello europeo è necessario che il FEAMP possa sostenere il fermo temporaneo causato da crisi sanitarie, abbattendo il limite temporale di sei mesi nonché le limitazioni finanziarie previste dal regolamento. Stiamo lavorando affinché queste modifiche vengano inserite nel pacchetto di riforme di alcuni regolamenti comunitari volti a mobilitare gli investimenti per far fronte agli effetti del Covid-19. Queste riforme verranno votate con procedura d’urgenza la prossima settimana e ci aspettiamo che le modifiche al FEAMP vengano avanzate anche dall’Italia.

Sarà ancora più indispensabile adottare quel provvedimento che abbiamo già richiesto mesi fa per garantire l’applicazione dell’attuale FEAMP 2014-2020 oltre la sua scadenza, in attesa dell’approvazione del nuovo Fondo e del bilancio pluriennale UE, i cui negoziati subiranno ritardi e si prolungheranno per mesi. Per la PAC e il mondo dell’agricoltura, questo provvedimento ponte è già stato adottato, ora è importante che anche alla pesca vengano garantite continuità e sostegno finanziario per la gestione dello sforzo di pesca.

Per quanto riguarda, invece, il livello nazionale, le misure prese dal Governo nel decreto ‘Cura Italia’ non sono sufficienti per fronteggiare le gravi conseguenze negative sul comparto. L’istituzione di un Fondo da 100 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole e per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca, infatti, vedrà solo una parte residuale delle risorse andare alle imprese della pesca. Per noi è necessario procedere alla sospensione delle scadenze e dei pagamenti, nonché ad interventi di semplificazione amministrativa. Inoltre, i pregressi fermi pesca devono essere saldati velocemente per consentire ai pescatori di poter contare su liquidità da reinvestire in questa situazione di difficoltà.

Dal settore della pesca ci arriva un forte grido di allarme: la stragrande maggioranza dei pescherecci sono fermi nei porti da molti giorni, a causa del crollo della domanda di prodotti ittici freschi, e a seguito dell’adozione delle misure di contenimento del contagio. 

L’Europa ed il Governo devono impegnarsi a supporto di tutte le categorie produttive e dimostrare concretamente l’attenzione verso questo settore, che al momento non si vede assicurato un sostegno adeguato. Noi siamo qui, con proposte concrete, per fare in modo che la voce del settore della pesca venga ascoltata.

Rosanna Conte e Annalisa Tardino, eurodeputate Lega e rispettivamente Coordinatrice e componente della Commissione Pesca del Parlamento europeo.

Basta speculazioni su made in italy: UE sanzioni chi non rispetta regole ed evidenze scientifiche

Ora basta speculazioni sul commercio dei prodotti made in Italy in Europa. Già l’Efsa, l’agenzia per la sicurezza alimentare dell’Ue, aveva chiarito che il rischio contagio legato ai prodotti agroalimentari è una fake news.

Oggi, il portavoce della Commissione europea ha ribadito che la richiesta di folli bollini ‘virus free’ da parte di catene di supermercati o rivenditori di altri Paesi Ue, richiesta che di fatto ha rallentato l’export di non poche imprese italiane in questi giorni già cosi’ difficili, non ha alcuna base giruidica o scientifica. Inoltre, ormai il Covid19 è ovunque in Europa e se fermiamo le forniture agroalimentari non facciamo altro che aggravare i disagi dei nostri cittadini, in Italia come nel resto dell’Ue.

Oggi Bruxelles ha fatto una volta tanto una cosa sensata: ha diramato delle linee guida per evitare l’interruzione del commercio nel mercato unico Ue di generi alimentari e farmaci. Per noi, si tratta di salvare beni pronti all’export che valgono, secondo le stime del settore, circa 45 miliardi. Risorse fondamentali per dare fiato alla nostra economia. Bene dunque l’intervento della Commissione, ma serve fare un altro passo avanti: non è accettabile che si consenta ad alcuni Paesi Ue di violare palesemente le regole del mercato unico. Chi lo fa, dovrà essere sanzionato con multe pesanti. Solo cosi’ potremo fermare davvero queste odiose speculazioni ai danni delle nostre imprese e dei nostri lavoratori.

Grave esclusione del settore Pesca da provvedimenti governo, servono misure urgenti anche da UE

Con i porti chiusi in seguito all’emergenza Covid-19, il settore della pesca rischia un gravissimo contraccolpo. Parliamo di circa 12mila aziende e 28mila lavoratori. Il governo italiano e l’Unione europea hanno gli strumenti per intervenire e devono farlo subito.

E’ incomprensibile che, come denunciato dalle organizzazioni di categorie, la pesca sia stata esclusa dai provvedimenti dell’ultimo decreto dell’esecutivo. Servono fondi per assicurare la cassa integrazione e la sospensione degli oneri fiscali e contributivi, oltre ai pagamenti delle rate di mutui e prestiti.

Bisogna concordare con Bruxelles misure ad hoc e straordinarie nel quadro del Feamp, a partire dallo sblocco dei pagamenti per i fermo pesca già effettuati e non ancora pagati. Senza dimenticare le garanzie per consentire l’accesso al credito ai pescatori.

Tutto questo va fatto subito: ogni giorno che un pescatore trascorre lontano dal mare è una perdita per il reddito suo e della sua famiglia. Se non si agisce, il rischio è che l’emergenza coronavirus diventi il colpo mortale inferto a un settore già duramente indebolito da politiche sbagliate attuate a livello comunitario

Stop al mes, ue pensi a trovare fondi veri per lotta a coronavirus

Le autorità europee mettano l’emergenza Coronavirus in cima alle loro priorità.

E’ inaccettabile che in una emergenza come quella che stiamo vivendo, l’Eurogruppo si riunisca per dare il via libera al Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, che tra le altre cose imbriglierebbe ancora di più l’Italia ai vincoli dell’austerity.

E’ quanto io e gli altri eurodeputati della Lega abbiamo chiesto in una interrogazione al Consiglio Ue. Questo non è il momento di nuove e assurde regole di bilancio. E’ il momento di concentrare tutti gli sforzi per fermare l’epidemia ed evitare la recessione in cui sono il nostro Paese, ma l’intera Europa rischia di ritrovarsi.

La Commissione europea ha annunciato che garantirà più liquidità ai governi nell’uso di risorse europee che hanno già a disposizione. Bene, ma non basta di certo. Servono misure straordinarie per aiutare i sistemi sanitari, le imprese, tutti i cittadini che rischiano di perdere il lavoro.

Finora di solidarietà se n’è vista poca o nulla a livello europeo: la Germania ha bloccato l’export di mascherine e attrezzature mediche, tanto che il governo italiano è stato costretto a comprarle dalla Cina, a cui le aveva tra l’altro vendute prima dello scoppio dell’emergenza.

Se l’Europa unita esiste davvero deve dimostrarlo adesso. O perderà la sua ultima occasione.

Coronavirus: Veneto sia zona economica speciale

L’epidemia di Coronavirus sta mettendo in ginocchio il tessuto imprenditoriale del Veneto, anche per colpa di una gestione approssimativa della crisi da parte del governo. Occorrono interventi forti e urgenti per rilanciare l’economia, a partire dal turismo, settore chiave che sta subendo forse i maggiori contraccolpi.

Ecco perché condivido e sostengo anche in Europa l’iniziativa della deputata Giorgia Andreuzza affinché il Veneto sia certificato come Zona economica speciale e vengano rimossi gli ostacoli normativi, in particolare quelli sugli aiuti di Stato. Non è accettabile quanto visto ieri nel corso dell’Eurogruppo, dove un gruppo di Paesi ha espresso perplessità sull’allentamento dei vincoli di bilancio e sulla necessità di misure straordinarie per far fronte alle conseguenze economiche e sociali del Coronavirus. Di fatto, l’Eurogruppo ha deciso di non decidere, prendendosi ancora un po’ di tempo, almeno 10 giorni, per valutare il da farsi.

L’Europa non ha capito che l’emergenza Coronavirus non riguarda solo l’Italia, ma tutti i Paesi Ue, come i casi in Francia e Spagna stanno dimostrando. Servono risposte rapide ed efficaci, non tentennamenti e ritardi. Rischiamo di ritrovarci nel guado della recessione, anche per colpa delle politiche sbagliate attuate da Bruxelles negli ultimi anni. E’ il momento della solidarietà e dell’azione.

L’Ue si dia una svegliata e sostituisca le inutili parole con i fatti